Il Piano sociosanitario non deve essere un libro dei sogni: la Regione investa sul personale, altrimenti ogni riforma sarà inutile

Inserito il 9 ottobre 2018 in Primo piano


Regione e Governo viaggiano, purtroppo per i veneti e gli italiani, sulla stessa lunghezza d’onda in quanto a vendere fumo.

“Regione e Governo viaggiano, purtroppo per i veneti e gli italiani, sulla stessa lunghezza d’onda in quanto a vendere fumo. Il nuovo Piano sociosanitario è un bel libro dei sogni che non ci dice con quali risorse, economiche e umane, saranno garantiti i servizi sul territorio, dall’altra parte un Def dove si promette di tutto e di più senza che siano messe nere su bianco le cifre necessarie per finanziare flat tax e reddito di cittadinanza. Così però si fa solo una pericolosa propaganda”. È quanto ha dichiarato il consigliere del Partito Democratico Graziano Azzalin che oggi ha partecipato a Rovigo al congresso provinciale della Funzione pubblica Cgil. Un intervento che si è concentrato soprattutto sul nuovo Piano sociosanitario che approderà a breve nell’aula di Palazzo Ferro Fini.  “La Cgil da tempo sta denunciando quali sono i veri problemi,  anche perché ha una rappresentanza reale. E da questo congresso emerge un’indicazione chiara: rafforzare il gioco di squadra del territorio”.

 

“Una questione che va posta ‘senza se e senza ma’ è quella della specificità del Polesine: non è possibile continuare ad avere aree di serie A e di serie B, con servizi conseguenti. Il declassamento di Rovigo significa il declassamento di tutta la sanità polesana. C’è poi un problema grave, relativo al personale: in Veneto mancano già 1300 medici, in Polesine ne sono andati via 74 solo negli ultimi due anni. Sul piano nazionale è stata fatta una proiezione basandosi sulle norme previste nella Finanziaria: nel 2019 andranno in pensione 70mila medici, mentre a livello provinciale tra personale medico e non, altri 280/300 dipendenti potrebbero lasciare per lo stesso motivo. Come ha intenzione di affrontare queste problematiche la Regione? Servono risorse aggiuntive, per istituire più borse di studio, per formare il personale e investire anche sulla prevenzione. Se non si dice quali misure prendere si bluffa. Il libro dei sogni dovrà scontrarsi con la realtà: chiusure dei reparti e degli ospedali e scivolamento nel privato, con tutto quello che ne consegue”.

 

“Nel Piano sociosanitario – aggiunge ancora Azzalin – dovrà essere anche chiarito come trattare i temi legati a cronicità e non autosufficienza: il blocco dell’attivazione delle strutture intermedie come ospedali di comunità e unità riabilitative da un lato e la mancata riforma delle Ipab dall’altro non vanno certo nella direzione giusta. La Regione – ha poi concluso – deve smetterla di usare la sanità come proscenio per fini propagandistici come fosse sempre in campagna elettorale, per affrontare i problemi in maniera concreta, partendo dai limiti della programmazione che sta per scadere, investendo sul serio sul territorio”.




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