Sanità


È una buona notizia per l’Altopolesine, ma non basta: occorre rafforzare il ruolo dei piccoli ospedali.


Oggi durante l’audizione in Quinta commissione ho avuto la conferma, a domanda precisa, da parte dell’assessore Lanzarin.


È una vergogna, l’ennesima umiliazione che infligge a tutta l’aula e in primis alla maggioranza.


Piena sostegno ai medici che oggi stanno scioperando.


Continuando a risparmiare sul personale, anziché investire, significa smantellare progressivamente il Sistema sanitario nazionale.


Regione e Governo viaggiano, purtroppo per i veneti e gli italiani, sulla stessa lunghezza d’onda in quanto a vendere fumo.


I fatti hanno la testa dura, più delle bugie di Zaia che continua a governare il Veneto promettendo tutto a tutti.


La Regione deve intervenire per risolvere l’emergenza di personale in cui si trova l’Ulss 5.


Anche nella sanità la Regione ha dimostrato che ci sono figli e figliastri e il Polesine rientra in quest’ultima categoria.


Una riforma è necessaria, ma il carrozzone accentratore delineato da Zaia non è certo la soluzione migliore. Una sorta di omologo di Veneto Strade riproposto per la Sanità, al quale verrebbero affidati tutti i poteri di gestione del budget da 8,5 miliardi. Come Pd abbiamo una proposta che mira ad un modello simile a quello emiliano-romagnolo: un’agenzia che si occupi a livello veneto degli appalti per tutte le Ulss e della definizione e del il monitoraggio della spesa e dei costi standard. Ma senza esautorare le altre componenti del sistema. Il pasticcio proposto dalla Giunta è stato anche la sua prima sconfitta significativa.