Legge ‘parcata’: per risparmi irrisori si rischia di affossare un settore che può essere trainante per l’intero Veneto, il Pd è al lavoro su una proposta alternativa

Inserito il 4 Luglio 2012 in Agricoltura, Caccia, Lavoro, Pesca, Turismo


Insieme alla capogruppo del Pd Laura Puppato muoviamo critiche puntuali alle “Norme per la tutela della rete ecologica regionale” proposte dalla Giunta. Un provvedimento lacunoso e affrettato che guarda unicamente agli aspetti burocratici e non a quelli, prioritari, di conservazione, fruizione, e sviluppo sostenibile. Si considera la tutela un insieme di vincoli e non un’opportunità da mettere a valore. Il tutto condito da un’impostazione verticistica e accentratrice che fa a pugni con la necessaria interazione fra parchi e territori

“E pensare che la Lega doveva essere il partito del federalismo, del potere ai territori: con la ‘legge parcata’, ovvero le ‘Norme per la tutela della rete ecologica regionale’ si procede ad un accentramento di poteri nelle mani della Giunta, la cui discrezionalità diventa assoluta. Ma il problema vero è che, a fronte di quella che è stata chiamata ‘spending review’ del settore parchi, si produce un risparmio di appena 500mila euro a fronte di una riorganizzazione che non dà alcuna visione in prospettiva della ‘risorsa natura’ che ovunque nel mondo viene messa a frutto e che in Veneto, che ha un patrimonio universalmente invidiato, risente ancora di una concezione arcaica e vincolistica. E pensare che, appena lo scorso febbraio, a Cortina, nel convegno promosso proprio dalla Regione sono stati presentati i dati dell’indagine Swg sui parchi veneti, riassumibili nella frase: la tutela ambientale è business”. Sono la capogruppo del Pd in consiglio regionale Laura Puppato ed il consigliere Graziano Azzalin a non risparmiare le critiche alla legge di riordino del settore Parchi, all’indomani dell’approvazione da parte della Giunta.

“Questa legge – aggiungono i due esponenti democratici – appare sbagliata sotto molteplici aspetti. Fin dalle premesse, visto che nel definire la rete ecologica regionale si guarda unicamente agli aspetti burocratici senza individuare gli obiettivi strategici, fondamento della creazione e del funzionamento della rete. Dire che lo scopo della legge è semplificare le procedure della pianificazione naturalistica dei parchi e delle riserve regionali vuol dire non affrontare il tema centrale della funzione della rete: la semplificazione è solo un obiettivo accessorio e strumentale. In sostanza, c’è un ribaltamento dei termini che dovrebbero costituire gli obiettivi prioritari della rete e che dovrebbero essere: conservazione, fruizione, e sviluppo sostenibile. Il secondo passaggio che mina alla radice questa legge è il fatto che continua a considerare la tutela della risorsa naturale un insieme di vincoli e non un’opportunità da mettere a valore. E non solo dal punto di vista turistico, ma anche degli altri settori, primo fra tutti quello dell’agricoltura. Tutto questo con prospettive occupazionali interessanti. Il terzo tassello mancante è quello, gravissimo, dell’impostazione verticistica e accentratrice, proprio in un momento in cui, con la sensibilità ambientale in continua crescita, la strada da seguire per sfruttare la straordinaria opportunità che i parchi offrono passa dal favorire la massima interazione fra parchi e territori che li ospitano. Questa legge lacunosa e affrettata rischia di affossare un settore che può essere trainante per l’intero Veneto”.

Su questo fronte, spiegano poi Puppato e Azzalin, il Pd sta già lavorando da tempo: “Come gruppo stiamo elaborando una proposta di legge per molti versi alternativa a quella della Giunta, a testimonianza del fatto che la nostra non è sempre un’opposizione propositiva. Per quanto riguarda il Parco del Delta del Po, in particolare, lo scorso aprile il Pd ha organizzato a Ferrara un incontro che ha visto sedere allo stesso tavolo i consiglieri regionali di Emilia Romagna e Veneto ed i segretari provinciali del Pd di Rovigo, Ravenna e Ferrara, per discutere delle iniziative da mettere in atto congiuntamente sul futuro del Delta del Po, tema di interesse sovraregionale”.

“A livello locale, invece – chiosa Azzalin – lo scorso venerdì, il Pd polesano si è riunito ad Ariano con i propri rappresentanti politici, istituzionali, dei circoli del Delta, gli assessori provinciali Bellan, Gulmanelli, Mantovani e Negri, oltre al sottoscritto. E’ stata riaffermata la necessità di investire, gestire e programmare dal territorio e per il territorio, esprimendo, dunque, la contrarietà alle ipotesi di accentramento della gestione come quella proposta dalla Giunta Zaia, che mira ad accorpare il Parco del Delta con quello dei Colli Euganei e del Sile, tagliando fuori le amministrazioni comunali dal processo decisionale e programmatorio”.




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