Referendum, Zaia stanzia 500mila euro per propagandare una consultazione che ancora non è stata indetta

Inserito il 19 maggio 2017 in Primo piano


La retromarcia sulla Pedemontana ha dimostrato che il governatore Zaia non sa fare i conti. Ma non è un caso isolato e ne abbiamo la conferma con il referendum sull’autonomia.

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“La retromarcia sulla Pedemontana ha dimostrato che il governatore Zaia non sa fare i conti. Ma non è un caso isolato e ne abbiamo la conferma con il referendum sull’autonomia, dove ci troviamo di fronte a un vero e proprio paradosso: la Regione ha stanziato 500mila euro per una campagna informativa riguardante una consultazione che ancora non è stata formalmente indetta”. L’attacco a Zaia arriva dal consigliere del Partito Democratico Graziano Azzalin, che contesta la delibera di Giunta dello scorso 8 maggio con cui vengono destinate le risorse per il Piano di comunicazione relativo alla consultazione che, in teoria, si terrà il 22 ottobre.

“Nonostante gli annunci, con tanto di conferenza stampa in pompa magna alla vigilia della Liberazione, il decreto non è stato pubblicato sul Burv e i motivi di questa mancata pubblicazione non sono chiari. Certo, in via precauzionale sarebbe opportuno che il Consiglio desse parere negativo per non essere poi costretto a rimangiarsi la delibera e magari coprire un buco di bilancio. Soldi, tra l’altro, stanziati per una campagna propagandistica su un referendum assolutamente inutile. Abbiamo più volte criticato l’utilizzo di risorse pubbliche da parte del governatore per finalità che non avevano niente di istituzionale, con una presenza martellante e ossessiva su televisioni e quotidiani. È un provvedimento che non ha senso, visto che il referendum non è ancora stato indetto. Zaia è tanto bravo a fare delibere, ma, ancor di più, a spendere soldi inutilmente”.




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