Il doppiopesismo di Zaia sull’autonomia è inaccettabile. Il caso Sappada è anche frutto del disinteresse della Regione per la Provincia di Belluno

Inserito il 24 novembre 2017 in Primo piano


Zaia passerà alla storia come il presidente che ha reso più piccolo il Veneto.

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“Zaia passerà alla storia come il presidente che ha reso più piccolo il Veneto. Sul caso Sappada ha mostrato una doppia faccia inaccettabile: quando è lui a chiedere l’autonomia va bene, se lo fanno gli altri è contrario. Se fosse un vero autonomista avrebbe agevolato questo percorso invece di parlare adesso di amputazione romana”. Graziano Azzalin, consigliere regionale del Partito Democratico commenta così il passaggio al Friuli Venezia Giulia di Sappada, dopo la legge approvata dal Parlamento.

“La Regione e il suo presidente non hanno mai brillato per interesse nei confronti della Provincia di Belluno, nonostante la sua specificità. L’autonomia prevista dall’articolo 15 comma 5 dello Statuto del Veneto e dalla Legge regionale n. 25 del 2014 finora è rimasta lettera morta, è stato necessario un referendum per ridare voce a un intero territorio. Il caso Sappada è emblematico: il Veneto non ha mai lavorato per l’autonomia della Provincia bellunese e queste sono le conseguenze. Ma è solo l’esempio più evidente: Zaia è autonomista a seconda delle convenienze e il suo ergersi a giudice, senza averne titolo, su quando è giusto e quando sbagliato chiederla ne è la conferma”.




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