Zaia rispetti i pescatori di Pila e il Polesine: basta rinviare, si acceleri il progetto definitivo per l’ampliamento del porto

Inserito il 21 marzo 2018 in Primo piano


Ci vuole maggiore rispetto per una comunità che da troppo tempo attende risposte. La Regione deve ascoltare i pescatori e farsi carico delle loro richieste.

Venezia, 20 marzo 2018

“Ci vuole maggiore rispetto per una comunità che da troppo tempo attende risposte. La Regione deve ascoltare i pescatori e farsi carico delle loro richieste. Vorrei vedere se si fosse trattato di Prosecco: Zaia non solo li avrebbe ricevuti, ma si sarebbe esposto in prima persona per risolvere i problemi, cosa che si sono ben guardati dal fare gli assessori Pan, De Berti e Corazzari”. È quanto afferma a nome del Partito Democratico, il consigliere Graziano Azzalin a proposito dell’incontro odierno a Palazzo Balbi sull’allargamento della bocca di porto a Pila, con il governatore grande assente.

“L’atteggiamento di Zaia è la conferma che esistono territori e territori, un Veneto di serie A e uno di serie B. Siamo di fronte a un problema infrastrutturale e come tale va affrontato, basta con le somme urgenze. Il fatto che negli ultimi quattro anni siano stati spesi ben due milioni con questa modalità, senza risolvere niente, la dice lunga sull’assenza di programmazione della Giunta. È un dovere intervenire, non solo nei confronti dei pescatori di Pila, ma di tutta l’economia polesana e di una fetta importante della marineria veneta. I problemi posti hanno ripercussioni non solo dal punto di vista produttivo, ma anche sul piano naturalistico e turistico. Oggi un’intera comunità si è mossa, è venuta a Venezia per chiedere soluzioni definitive, non tampone. E invece la risposta è sempre la stessa”, denuncia Azzalin, che sulla questione ha anche presentato la scorsa settimana una mozione.

“Ancora una volta si interverrà con la somma urgenza, mentre per il progetto occorre aspettare scaricando le responsabilità, come al solito sul Governo nazionale. Non c’è nessun cronoprogramma, solo discorsi aleatori che mostrano l’impreparazione e l’improvvisazione di questa Giunta. I soldi ci sono, se si vogliono trovare. Il Polesine non vuole elemosine, chiede. Anche perché ha dato in abbondanza, non dimentichiamo che fino a qualche anno fa venivano versati nelle casse regionali 13 milioni per il prelievo idrico dell’ex Centrale Enel di Polesine Camerini. Chiediamo quindi una rapida inversione di rotta, si acceleri l’approvazione del progetto e i soldi che verranno spesi per interventi di somma urgenza rientrino in una pianificazione definitiva. Questo non significa che non ci sarà più bisogno di manutenzione, tanto più in quel contesto, assai fragile, dove la mano dell’uomo è indispensabile”.




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