Sull’aria parole al vento, la Regione è in ritardo di 15 anni. Rispettare gli obblighi europei non è una formalità burocratica, c’è di mezzo la salute dei cittadini

Inserito il 12 Dicembre 2018 in Primo piano


Questo modo di agire, con trascuratezza e quasi fastidio, è sbagliato. L’Europa riguarda la nostra quotidianità.

“Non possiamo arrivare in aula a dicembre con un provvedimento che andrebbe esaminato a maggio su dati dell’anno precedente. Questo modo di agire, con trascuratezza e quasi fastidio, è sbagliato e va modificato perché l’Europa riguarda la nostra quotidianità”. Così Graziano Azzalin, Partito Democratico, ha commentato l’approdo oggi in Consiglio del Pdl sull’Adeguamento dell’ordinamento regionale agli obblighi derivanti dell’appartenenza all’Ue, di cui è correlatore, puntando poi l’indice sulle procedure di infrazione. “Si tratta di mancati provvedimenti amministrativi, a riprova dell’approssimazione con cui la Regione opera in certi ambiti. E non sono pochi. Il fatto che siano in ritardo anche altri non ci giustifica, visto che qua ha sempre governato la stessa classe dirigente. Tra le procedure più importanti c’è quella riguardante la qualità dell’aria. In Italia non sono stati presi provvedimenti finalizzati a rimanere al di sotto dei limiti di PM10 e il Veneto è tra le Regioni non a norma, siamo in ritardo di ben 15 anni, a riprova che questa non è mai stata una priorità per la Lega e i suoi alleati. Altro che veneti migliori di tutti! C’è poi la condanna per le discariche abusive di rifiuti pericolosi: ad oggi sono stati resi conformi quattro siti (Sordon, Malcontenta C, cave Bertoldo e discarica Masarole) su nove. E nel frattempo sono applicate le sanzioni. I quattro milioni destinati in bilancio per risanamento dell’aria e bonifiche dei siti inquinanti li abbiamo recuperati grazie alle economie del Consiglio – ha aggiunto – a conferma della mancata programmazione dell’amministrazione regionale, come se la cosa non fosse di interesse pubblico. Ma non sono meri adempimenti formali, così si è trascurata la salute dei cittadini”.

 

 

Azzalin ha pure evidenziato la necessità di avere una visione diversa dell’Ue: “È un controsenso parlare di Europa matrigna, come fanno la maggioranza e il Governo amico gialloverde, quando è da lì che provengono gran parte delle risorse del nostro bilancio. Infatti la Regione, nel cofinanziare i fondi strutturali, considera questi soldi fondamentali per imprese, innovazione, competitività, in campo sociale per l’occupazione e l’integrazione, in campo agricolo e ambientale per affrontare temi sempre più dirompenti che derivano dai cambiamenti climatici. Dobbiamo consolidare i risultati raggiunti e prepararci in maniera adeguata alle sfide future, che gli Stati non possono affrontare da soli”.




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