Porto di Pila, basta provvedimenti emergenziali. Il progetto per l’ampliamento c’è, la Regione rispetti gli impegni presi

Inserito il 13 marzo 2018 in Ambiente, Opere pubbliche, Pesca, Territorio


“L’ampliamento e l’escavazione del canale di uscita del porto di Pila non possono essere più rinviati. Il progetto c’è, la Regione passi dalle parole ai fatti e si assuma le proprie responsabilità, finanziandolo. Il settore ittico è fondamentale non solo per l’economia polesana, con oltre duemila imprese iscritte alla Camera di commercio, ma per tutto […]

“L’ampliamento e l’escavazione del canale di uscita del porto di Pila non possono essere più rinviati. Il progetto c’è, la Regione passi dalle parole ai fatti e si assuma le proprie responsabilità, finanziandolo. Il settore ittico è fondamentale non solo per l’economia polesana, con oltre duemila imprese iscritte alla Camera di commercio, ma per tutto il Veneto. Il mercato di Pila-Porto Tolle produce infatti oltre il 30% del fatturato dell’intero comparto”. A ‘spronare’ Palazzo Balbi è Graziano Azzalin, Consigliere regionale del Partito Democratico, primo firmatario di una mozione che è stata depositata oggi. “Non è più possibile andare avanti con interventi tampone, realizzati con la modalità della ‘somma urgenza’ come avvenuto per ben sei volte negli ultimi tre anni. I problemi relativi alla navigabilità della foce sono noti da tempo, basti pensare che in Prefettura a Rovigo è stato attivato un tavolo che, nei fatti, è diventato permanente. Si tratta di una situazione non emergenziale ma strutturale e come tale va affrontata. Gli insabbiamenti provocati dalle mareggiate oltre a mettere a rischio la sicurezza degli operatori provocano danni alle imbarcazioni. C’è chi ha investito molto e deve essere messo nelle condizioni di poter lavorare. Il porto di Pila, infatti, è dotato di moderne strutture, ospita 65 imbarcazioni adibite a pesca professionale ed è il primo in Italia per quanto riguarda la pesca volante”.

“Non meno importante è l’aspetto ambientale: per garantire l’equilibrio ecologico della laguna del Barbamarco – aggiunge in conclusione Azzalin – occorre prevedere un consolidamento degli scanni e anche la manutenzione dell’uscita a nord, in modo da assicurare il corretto equilibrio degli scambi d’acqua con il mare attraverso le bocche ed i canali sublagunari. Il Delta del Po è stato inserito nelle aree Mab-Unesco, è una delle dieci riserve della Biosfera italiana: non assicurare la necessaria manutenzione sarebbe assurdo e autolesionista”.

 




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