Settore in ginocchio, necessari aiuti immediati e interventi risolutivi per la vivificazione delle lagune

Inserito il 6 Maggio 2020 in Pesca, Primo piano


Il consigliere regionale Azzalin incontra gli operatori della pesca.

“Il coronavirus ha dato un altro duro colpo al settore della pesca, in particolare per la coltivazione di cozze e vongole, già piegato dagli eventi meteorologici del 2019. Si stima una perdita di prodotto di sette milioni di euro e il rischio di perdere anche il seme delle cozze per la campagna 2021. Non possiamo permettercelo, sia perché è un settore fondamentale per l’economia veneta e soprattutto polesana. La Regione sta mettendo a punto i primi interventi emergenziali per gli indennizzi, utilizzando le risorse dei fondi Feamp (Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca) e finanziamenti non utilizzati dei bandi in scadenza. Tramite Veneto Sviluppo, invece, ci sarà la possibilità di accedere a fondi di rotazione e mutualistici. Sappiamo però che non è sufficiente, servirà un sostegno ulteriore”. A dirlo Graziano Azzalin, consigliere regionale del Partito Democratico, che ieri in diretta Facebook ha incontrato alcuni rappresentanti del mondo della pesca (Luigino Marchesini presidente del Consorzio pescatori del Polesine di Scardovari, Angelo Stoppa, presidente della Cooperativa Pescatori dell’Adriatico e Fabrizio Boscolo presidente della Cooperativa Villaggio Pescatori di Pila) per avere il quadro della situazione e individuare delle proposte che da un lato ristorino i danni e dall’altro cerchino di rilanciare il settore.
“Senza turisti e con la ristorazione ferma, l’unico sbocco per ora era quello della grande distribuzione, che però non può ‘assorbire’ tutto il prodotto. Adesso dovrebbe partire la campagna della raccolta, ma se poi a luglio non si riuscirà a vendere il coltivato, il danno potrebbe essere irreversibile. In ogni caso, anche con la ‘fase 2’, è impensabile recuperare tutto quello che è andato perso in oltre due mesi di stop. Se vogliamo garantire un futuro al settore non dobbiamo comunque guardare soltanto all’immediato. Mi riferisco al problema dell’interramento delle lagune, su cui finora la Regione ha fatto poco. La manutenzione è fondamentale e deve essere costante, per assicurare la produttività degli specchi d’acqua: i pescatori denunciano la situazione da anni, ma alcuni interventi attesi da tempo nella laguna del Canarin e nella sacca degli Scardovari, stanno partendo solo adesso. Il mondo della pesca non è abituato a rassegnarsi, ha sempre reagito con forza alle difficoltà, trasformandosi nel tempo con continui investimenti. Ma ha bisogno di aiuti tangibili e occorre fare presto, perché questa volta il rischio che collassi è veramente alto”.

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