Dopo otto anni di niente, Zaia si ricorda della vivificazione delle lagune. Ma le parole non risolvono i problemi, servono finanziamenti ad hoc

Inserito il 16 giugno 2018 in Ambiente, Territorio


Dopo appena otto anni di presidenza, Zaia si accorge che esistono le lagune e che istituirà un gruppo di lavoro per intervenire sul problema della vivificazione.

“Dopo appena otto anni di presidenza, Zaia si accorge che esistono le lagune e che istituirà un gruppo di lavoro per intervenire sul problema della vivificazione. Non sappiamo cos’altro scoprirà da qui a fine legislatura, però gli ricordiamo che gli studi da soli non servono, e peraltro, ce ne sono a iosa, già disponibili sia sul versante burocratico, sia su quello scientifico per interventi strutturali che mettano a valore l’enorme patrimonio costituito dalle lagune. Ci vogliono risorse e nel Delta ne sono arrivati ben poche”. Ad affermalo è Graziano Azzalin, consigliere del Partito Democratico, dopo l’annuncio del governatore a proposito del nuovo gruppo di lavoro interdisciplinare per coordinare e semplificare gli adempimenti amministrativi e, soprattutto, affrontare i numerosi problemi che affliggono le lagune polesane: scarso ricambio d’acqua, livello della salinità e proliferazione di alghe che tolgono ossigeno a pesci e molluschi, oltre agli scavi alle bocche di accesso ai porti.

“Evidentemente le ultime elezioni hanno prodotto il miracolo e Zaia ha scoperto le lagune, altrimenti sconosciute. La Regione, finora, non ha fatto nulla per il Delta: le parole del governatore sono le stesse dell’assessore Corazzari tre anni fa. Gli slogan e le promesse lasciano il tempo che trovano, per vivificare le lagune bisogna mettere sul piatto risorse e in maniera continuativa, non una tantum. Ma dal 2010 questi finanziamenti sono stati interrotti”.

“Lo sviluppo dei territori passa anche un aiuto da parte delle istituzioni. E Zaia, con la sua azione Treviso-centrica lo sa bene: il boom del Prosecco non è avvenuto solo grazie all’indubbia capacità imprenditoriale, un fattore decisivo è stato il sostegno della Regione fatto di promozione continua, riconversione dei vigneti e innovazione. Decine, decine e decine di milioni euro che hanno permesso l’espansione della produzione e un livello di qualità notevole. Quindi, dopo anni di nulla, ci aspettiamo adesso un interesse analogo per il Delta: le parole non bastano, occorrono risorse!”.




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