Corte Ue boccia il Veneto.

Inserito il 11 Novembre 2010 in Caccia, Territorio


Graziano Azzalin: La condanna all'Italia perché la Regione ha adottato e applicato una normativa che non rispetta le condizioni stabilite dalla normativa europea è un fatto molto grave e mette, ancora una volta Lega e Pdl di fronte alle proprie responsabilità”

“E’ la conferma di quanto abbiamo sempre sostenuto in Consiglio regionale, tenuto inchiodato per giorni e costretto da Lega e Pdl a discutere su provvedimenti che già apparivano palesemente illegittimi”.

Questo il commento della capogruppo del Pd in consiglio regionale, Laura Puppato e del vicepresidente della IV commissione Graziano Azzalin, sulla sentenza della Corte europea di Giustizia che ha condannato l’Italia per la legge della Regione Veneto n.13/2005 sulla caccia in deroga.

“Uno schiaffo atteso non fa certo meno male commenta Azzalin – La sentenza di condanna all’Italia perché la Regione Veneto ha adottato e applicato una normativa che autorizza deroghe al regime di protezione degli uccelli selvatici senza rispettare le condizioni stabilite dalla direttiva 79/409/Cee è un fatto molto grave e mette, ancora una volta Lega e Pdl di fronte alle proprie responsabilità” .

Puppato e Azzalin guardano poi alle recenti vicende sulla caccia in deroga: “Certo, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e, non a caso, Zaia non si è mai presentato in aula durante la discussione della nuova legge, che ricalcava proprio quella bocciata dalla Corte di Giustizia Ue, salvo poi esser costretto ad avallare una delibera che lui per primo sa non essere rispondente alla normativa europea e che anzi, furbescamente, ne aggira i vincoli”.

“La sentenza – concludono Puppato e Azzalin – è la conferma del fatto che la nostra recente battaglia in Consiglio non muoveva da scopi ostruzionistici, come ha sostenuto la maggioranza per nascondere ancora una volta le proprie responsabilità, ma da una giusta lettura della normativa vigente. Ci chiediamo quante brutte figure il Veneto dovrà fare per colpa della Lega e del PdL agli occhi dell’Europa e del Paese. Con l’aggravante che, in questo caso, a pagare per le malefatte dei paladini del ‘paroni a casa nostra’, sarà l’Italia intera”.

Secondo i giudici europei, la quantità di uccelli delle specie di cui si autorizzava la caccia in base alla legge regionale 13/2005 “sono comunque nettamente superiori al limite indicato dalla direttiva”, la determinazione delle quantità è “effettuata sulla base di un dato aleatorio” e “non risponde alle esigenze scientifiche e non rispetta il principio di certezza del diritto”.




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