Astenuti sulle modifiche al regolamento, a gennaio vedremo le effettive conseguenze della rimodulazione dei canoni

Inserito il 12 Dicembre 2019 in Primo piano, Sociale, Territorio


Alcuni passaggi del regolamento non ci convincono fino in fondo e perciò ci siamo astenuti.

“Bene, ma non benissimo. La marcia indietro della Giunta sull’edilizia residenziale pubblica ci soddisfa, ma alcuni passaggi del regolamento non ci convincono fino in fondo e perciò ci siamo astenuti”. A dirlo, al termine dei lavori della Seconda commissione, sono i consiglieri del Partito Democratico Claudio Sinigaglia, Graziano Azzalin, Bruno Pigozzo e Andrea Zanoni.
“Il totale dietrofront di Zaia sia sulla legge che sul regolamento, frutto della nostra pressione insieme a quella di inquilini e sindacati, è una vittoria. Tuttavia non c’è sufficiente chiarezza. Temiamo infatti che gli anziani e le categorie fragili, specialmente chi vive da solo, possano ancora essere penalizzati. A gennaio quando arriverà l’importo dei nuovi canoni vedremo le effettive conseguenze della rimodulazione. Non vorremmo che queste famiglie passassero dallo sfratto per superamento della soglia di 20mila Isee-Erp allo sfratto di tipo economico, perché l’affitto è troppo alto. Inoltre non capiamo perché il Tfr si possa scalare solo nella prima applicazione del contratto; se una persona lo riceve dopo cinque anni cosa succede, sarà costretto a pagare un canone esorbitante? Dubbi che non sono stati sciolti e perciò, pur rivendicando i buoni risultati ottenuti, abbiamo preferito astenerci. Da gennaio, comunque, faremo un attento e costante monitoraggio per verificare gli effetti del regolamento: l’impressione è che dovremo tornare nuovamente in commissione”.



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