Caccia in deroga, Azzalin, Bortoli e Reolon: “Grazie anche al fuoco amico, la delibera è stata impallinata con un rinvio che ha tutto il sapore della bocciatura”

Inserito il 10 Ottobre 2012 in Ambiente, Caccia, Politica


La IV commissione consiliare sospende il parere sull’atto della Giunta chiedendo ulteriori chiarimenti, soddisfatti gli esponenti del Pd: “Qui non si tratta di essere a favore o contro la caccia, ma a favore o contro della legalità e della normativa comunitaria, che non può essere ignorata, producendo un caos che non giova a nessuno e correndo il rischio di sanzioni”

“Grazie anche al fuoco amico, la delibera sulla caccia in deroga è stata impallinata con un rinvio che ha tutto il sapore della bocciatura: nonostante le pressioni ed il cancan sollevato, la IV commissione ha preferito evitare strumentalizzazioni politiche e richiamare l’attenzione sul rispetto delle regole”. E’ così che il vicepresidente della commissione Graziano Azzalin, insieme agli altri due esponenti del Pd in commissione Mauro Bortoli e Sergio Reolon, sottolineano la decisione presa oggi di sospendere il voto sulla delibera sulla caccia in deroga, chiedendo alla Giunta ulteriori chiarimenti in merito ai possibili vizi dell’atto e, soprattutto, le necessarie garanzie che scongiurino possibili sanzioni.

“Ogni anno – spiegano i tre consiglieri democratici – si ripete la stessa messinscena, con delibere e ricorsi, affermazioni e smentite. Ora però basta: sulla caccia non è più possibile accettare che si proceda con leggerezza. Proprio in questi giorni il calendario venatorio è stato stravolto dal Tar del Veneto, che ha accolto con decreto cautelare numero 603/2012 il ricorso presentato dalle associazioni Lav, Wwf, Lipu, Lac, Enpa e Legambiente. Ancora una volta, infatti, nel tentativo di accontentare la lobby dei cacciatori che, ricordiamolo, ha nel sindaco tuttofare di Verona uno dei suoi massimi rappresentanti insieme alla doppietta del Pdl Donazzan-Berlato che, tuttavia, dopo che è emerso come gli iscritti alla loro associazione ‘a loro insaputa’ divenissero anche iscritti al partito, preferiscono spararsi fra di sé, gli esponenti della Giunta cercano di pasticciare con delibere in contrasto con norme e prescrizioni, con l’unico risultato che si produce un caos normativo che non giova a nessuno. Qui non si tratta di essere a favore o contro la caccia, ma a favore o contro della legalità e della normativa comunitaria, che non può essere bellamente ignorata”.

Azzalin, Bortoli e Reolon sottolineano, poi, come “nella stessa delibera l’assessore Stival scriva testualmente di ‘una posizione conflittuale apparentemente insanabile da parte della Commissione europea, non disposta a riconoscere il percorso di revisione fato dalla Regione del Veneto rispetto al regime di deroga attivato in passato ed oggetto di condanna’ e di un ‘obiettivo di dimostrare, anche a costo di correre il rischio di doversi nuovamente difendere in Corte di Giustizia, che anche in Italia possono essere correttamente applicate le deroghe di cui trattasi, pur in un contesto di perduranti inadempimenti (omessa attività di ricerca) e di inaudite ‘invasioni di campo’ (pretesa di valutare il grado di soddisfazione attribuibile a soluzioni venatorie alternative) da parte dell’istituto nazionale di riferimento, che giungono ad orientare negativamente la Commissione europea e la Corte di giustizia’. c’è di che rimanere allibiti: già la Lega ci ha coperti di ridicolo sulla vicenda delle quote latte, se sbagliare è umano, perseverare è diabolico”

Considerando anche che nella lettera inviata il 5 luglio 2012 dalla Direzione generale ambiente della Commissione europea alla Rappresentanza permanente dell’Italia presso l’Unione europea si legge che “il progetto di deroga per la stagione venatoria 2012-2013 predisposto dalla Regione Veneto presenta gli stessi vizi già dichiarati dalla Corte nella sentenza dell’11 novembre 2010 e nuovamente censurati dalla Commissione europea nella lettera di costituzione in mora inviata alla Repubblica italiana il 25 novembre 2011”, e che il Commissario Ue Janez Potočnik ha recentemente ribadito in una lettera al ministro Corrado Clini come “se per la prossima stagione venatoria 2012-2013 venissero adottate in Italia deroghe illegittime, la Commissione non avrà altra scelta che presentare un secondo ricorso alla Corte di giustizia Ue proponendo sanzioni pecuniarie contro la Repubblica italiana”, Azzalin, Bortoli e Reolon concludono rimarcando che “non è ammissibile che per qualche uccelletto cacciato in più si possa anche solo far correre a rischio di sanzioni al nostro Paese che, in questo momento di difficoltà evidente, non si può certo permettere di buttar via soldi per l’incuria di alcuni personaggi che intendono utilizzare gli appassionati della caccia come serbatoio personale di voti”.

 

Allegati: La delibera rinviata alla GiuntaLettera CE a Italia su caccia in deroga 2012Lettera di Potocnik a Clini




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