Zaia bravo soltanto a fare il capopopolo con i soldi degli altri. Per la Regione questa emergenza non è una priorità

Inserito il 19 Febbraio 2020 in Agricoltura, Primo piano


Soprattutto in Alto Polesine la situazione è drammatica, i frutticoltori sono in ginocchio e molti, a fronte di una prospettiva nebulosa, procederanno con gli espianti.

“È facile salire sul palco a fare il capopopolo, non costa niente. Quando però c’è da assumersi delle responsabilità Zaia continua a sfilarsi, è solo ‘chiacchiere e distintivo’. Come già accaduto per i danni di Vaia, anche per la cimice asiatica i soldi devono metterli l’Unione Europea e Roma. Quattro milioni e mezzo in tre anni a fronte di danni accertati per 160 milioni, ecco a quanto ammonta l’impegno di Zaia e della Lega, saranno contenti gli agricoltori! Soprattutto in Alto Polesine la situazione è drammatica, i frutticoltori sono in ginocchio e molti, a fronte di una prospettiva nebulosa, procederanno con gli espianti. Eppure di fronte a un quadro del genere, la Regione ha negato, con i fatti, che questa emergenza sia una priorità”. Graziano Azzalin, consigliere del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Agricoltura, torna sulla bocciatura, a Palazzo Ferro Fini, della mozione delle opposizioni con cui venivano chiesti maggiori indennizzi ai coltivatori e uno studio sui cambiamenti climatici per capire le ragioni della diffusione della cimice asiatica.

“Flagello, calamità, peggio di un terremoto: così parlava Zaia alla manifestazione di Verona. Evidentemente erano parole in libertà, giusto per compiacere i partecipanti, poi dimenticate il giorno dopo. La realtà è che la Regione e il governatore stanno voltando le spalle agli agricoltori: d’altronde non stiamo parlando di Prosecco”.




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