Cimice asiatica – Agricoltura in ginocchio, serve un impegno eccezionale anche dalla Regione: si stanzino nuovi fondi per gli indennizzi

Inserito il 29 Gennaio 2020 in Agricoltura, Primo piano


Serve uno sforzo economico a ogni livello istituzionale, dall’Unione Europea fino alle Regioni. Chiediamo un Consiglio straordinario per discutere e capire le misure eccezionali da prendere per contrastare questa piaga.

“La cimice asiatica è un flagello per l’agricoltura e non solo; con effetti sul piano economico, ambientale e paesaggistico. Serve perciò uno sforzo economico a ogni livello istituzionale, dall’Unione Europea fino alle Regioni. Come gruppo del Partito Democratico chiediamo un Consiglio straordinario per discutere e capire le misure eccezionali da prendere per contrastare questa piaga”. È quanto affermano i consiglieri del PD Graziano Azzalin, Anna Maria Bigon e Francesca Zottis dopo aver partecipato a Verona all’inaugurazione di Fieragricola, dove è stato presentato il Rapporto Coldiretti contro l’invasione di insetti alieni dovuta ai cambiamenti climatici.

“Solo in Veneto abbiamo avuto 160 milioni di danni e le prospettive sono allarmanti: ci vorranno anni prima di risolvere il problema e il rischio è di una ‘desertificazione’ del settore primario, con migliaia di aziende agricole chiuse, perché la cimice asiatica infesta quasi la globalità delle colture. A fronte di una calamità di queste dimensioni è indispensabile un impegno di pari livello. Quanto fatto finora è importante, ma insufficiente: i quattro milioni e mezzo previsti dalla Giunta per il prossimo triennio non bastano, in sede di bilancio ne avevamo chiesti cinque l’anno. Le risorse dell’Unione Europea sono fondamentali, così come l’impegno del Governo ma la Regione non può limitarsi a dire ‘vogliamo, vogliamo, vogliamo’. Prima della scadenza della legislatura – è il sollecito dei tre consiglieri dem – la Giunta deve assolutamente stanziare altri soldi per aumentare gli indennizzi agli agricoltori danneggiati in modo da evitare drastiche decisioni che, con un quadro simile, rischiano di essere inevitabili”.




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