96 anni dall’assassinio di Matteotti, ma il suo esempio è sempre vivo

Inserito il 10 Giugno 2020 in Antifascismo, Primo piano, Territorio


L’attualità del pensiero di Matteotti è testimoniata dal numero crescente di visitatori nella Casa natale di Fratta, per questo rivendico orgogliosamente la proposta di legge di cui ero primo firmatario

“Giacomo Matteotti fu un ‘martire d’avanguardia’ come lo definì Sandro Pertini, uno dei primi a denunciare non solo le violenze e le illegalità del fascismo, ma il disegno totalitario di quel regime. Parole che gli costarono la vita. Eppure le sue idee e il suo esempio a distanza di quasi un secolo sono ancora vivi”. Così Graziano Azzalin ricorda il deputato socialista originario di Fratta Polesine e ucciso il 10 giugno 1924, omicidio di cui si assunse la responsabilità lo stesso Mussolini. “La sua morte rappresenta uno spartiacque: da un lato il regime gettò definitivamente la maschera mostrando tutta la propria brutalità nei confronti degli oppositori e dall’altro le forze democratiche reagirono decidendo di abbandonare il Parlamento. Matteotti è indubbiamente una delle figure più importanti della storia del Polesine, le sue battaglie a fianco degli ultimi, per la giustizia sociale sono un esempio di bella politica di cui c’è ancora bisogno”.
“L’attualità del pensiero di Matteotti – continua Azzalin – è testimoniata dal numero crescente di visitatori nella Casa natale di Fratta, per questo rivendico orgogliosamente la proposta di legge di cui ero primo firmatario, approvata all’unanimità lo scorso luglio, per la manutenzione e la valorizzazione dell’edificio e del parco con fondi regionali. Il modo giusto per ricordare un italiano, un veneto e un polesano di cui andare orgogliosi, oggi come 96 anni fa”.




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