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Un’interrogazione insieme al vicepresidente della commissione Sanità Claudio Sinigaglia per chiedere lumi sulle strane contraddizioni delle strutture regionali e dell’ulteriore declassamento della sanità polesana


Il Pd regionale è intervenuto sul caso degli Istituti Polesani per disabili psichici e fisici presentando un’interrogazione “Com’è possibile che in una struttura che riceve continui finanziamenti dalla Regione Veneto non ci siano stati controlli nonostante le numerose segnalazioni pervenute anche tramite articoli di giornale? Oltre alle evidenti lacune nei controlli, bisogna riflettere sulla complessiva gestione dell’intero sistema socio-assistenziale veneto: ci sono responsabilità politico-amministrative gravi”


Insieme al vicepresidente della V commissione Claudio Sinigaglia, abbiamo rilanciato l’allarme dopo la presa di posizione della conferenza sindaci dell’Ulss 18: la Giunta si prepari a rivedere la delibera


Quella che Zaia ha annunciato come una “rivoluzione culturale” è una pura operazione mediatica: sacrosanto far funzionare di più i macchinari, ma perché una Tac a mezzanotte, quando spesso funzionano mezza giornata? Maldestro tentativo di nascondere l’insuccesso della Giunta sulle liste d’attesa. E poi, si guardi all’appropriatezza delle prestazioni


Il caso del Piano aziendale per il potenziamento dell’assistenza primaria 2012 – 2014 dell’Ulss 18: il sospetto è che, ancora una volta, a livello regionale in questo settore si giochi una partita sotterranea sulla quale sarebbe bene fare chiarezza una volta per tutte. Perché i toni scandalistici utilizzati sulla stampa, debitamente imboccata, rischiano di inquinare le acque sulla questione fondamentale, almeno per quanto riguarda il caso dell’Ulss 18: la riorganizzazione delle Utap e la deospedalizzazione è prevista da delibere di Giunta, nonché dallo stesso Pssr ed è una cosa positiva oltre che importante. A chi giova la polemica?


Un breve commento agli emendamenti che ho presentato: non si tratta di richieste ‘di bandiera’ o puramente di difesa territoriale, ma basati sul normale buonsenso che, chi si accinge a varare le linee programmatiche del futuro della sanità della propria Regione, non può non avere. I nodi veri, tuttavia, restano insoluti


La traccia del mio intervento nel corso dell convegno ‘Il Piano socio sanitario del veneto 2012-2016. La nuova programmazione deve garantire equità, integrazione e diritto alla salute’, organizzato a Padova lo scorso 8 giugno dal Gruppo regionale del Pd veneto in vista della discussione in consiglio regionale sul Pssr


Intervengo alla vigilia della discussione in aula del Pssr per rispondere alle affermazioni del presidente della V commissione Leonardo Padrin “L’ospedale di Rovigo diventerà una costola di Padova”. Ecco, non credo. Perché è inevitabile una razionalizzazione, ma questa non deve certo tradursi in un declassamento dei territori marginali solo per convenienze politiche.


Il gruppo regionale del Pd attacca il Presidente Zaia: “Invita a guardare il dito e non alla luna, ma noi vogliamo risposte nel merito dei problemi che stanno a cuore a tutti i cittadini veneti: quale sarà il futuro dei servizi e delle strutture nei nostri territori? Da chi giuda la nostra Regione questi trucchi di bassa lega non sono accettabili: la Giunta ha presentato un Piano che contiene determinate indicazioni, se non lo ritiene più valido abbia il coraggio di ritirarlo. Se vuole cambiare il modello dell’integrazione socio-sanitaria, che ci pone ai vertici mondiali, spieghi come cambierà il sistema. Perché è facile propaganda dire che si chiuderanno delle Ulss, ma bisogna essere onesti e dire quanti e quali ospedali chiuderanno, quali servizi verranno tagliati e quali regalati ai privati”


Insieme al vicepresidente della V commissione consiliare Claudio Sinigaglia, al vicepresidente della Provincia Guglielmo Brusco, al presidente della conferenza dei sindaci dell’Ulss 18 Antonio Bombonato ed al collega Cristiano Corazzari, ho partecipato all’incontro organizzato a Stienta dal sindaco Fabrizio Fenzi e dall’assessore Paolo Vignaga: “Pianificazone necessaria per affrontare i tagli, garantendo i livelli sociosanitari raggiunti, riducendo lo squilibrio fra aree territoriali in termini di servizi e investimenti e cancellando gli effetti di anni di politica clientelare in assenza di programmazione”.