Sulle politiche per la montagna serve un cambio di passo con risorse adeguate.

Inserito il 18 novembre 2018 in Primo piano


Da un disastro ambientale la politica deve far scaturire delle opportunità vere.

“Da un disastro ambientale la politica deve far scaturire delle opportunità vere, ma serve cambiare passo e occorre farlo in fretta. Finora la Regione sulle politiche per la montagna è stata assente”. È quanto ha dichiarato oggi Graziano Azzalin, consigliere del PD e vicepresidente della commissione Agricoltura e Foreste a Palazzo Ferro Fini, intervenendo al convegno ‘Teleriscaldamento a biomassa: uno strumento per la gestione attiva delle foreste venete’ organizzato in Cansiglio dalla Fiper (Federazione italiana produttori di energia da fonti rinnovabili).

 

“Dobbiamo metterci al lavoro per ricostruire le foreste e tenere la gente in montagna, attraverso un modello di sviluppo che passa per la sostenibilità e l’autosufficienza, come emerso da tutti gli autorevoli interventi in cui però è stato evidenziato come finora ci sia stata una carenza di investimenti per la gestione dei boschi. Eppure – sottolinea Azzalin – nell’attuale Psr il 40% delle risorse è destinato alla montagna. È dunque evidente che nella prossima programmazione ci debba essere un capitolo ad hoc per l’economia montana. Siamo la regione dell’arco alpino messa peggio per quanto riguarda il teleriscaldamento e abbiamo imprese boschive scarsamente strutturate e tecnologicamente non all’avanguardia: ci vuole una programmazione che affronti tutta la filiera del legno”.

 

Per far questo, oltre alle idee, però servono finanziamenti adeguati: “Finora la Regione ha stanziato un milione per la somma urgenza e stop, non pensino di cavarsela così. Le politiche vanno stimolate con le risorse necessarie, a partire da un bilancio regionale che era stato pensato e strutturato prima di questi disastri. Ora a fronte di eventi così devastanti, non può che esserci un radicale cambiamento. Non si racconti ancora la balla dell’autonomia per giustificare l’assenza di risorse. Saper intervenire prontamente sull’emergenza merita un plauso, tuttavia è ora di svoltare, pensando e attuando politiche attese da decenni. Peccato – conclude Azzalin – che al dibattito finale non abbia partecipato l’assessore Bottacin e non ci fosse nessun altro esponente della Giunta. Un’assenza speriamo casuale, ma che fotografa perfettamente quanto fatto in concreto per la montagna”.




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