Sic marino in Alto Adriatico, nulla di fatto al Ministero. Azzalin (PD): “Regione colpevolmente in ritardo, servono proposte serie per tutelare l’ambiente senza penalizzare la pesca”

Inserito il 26 novembre 2018 in Primo piano


Altri quattro mesi di tempo, vedremo se a marzo la Regione arriverà al nuovo incontro con delle proposte.

“Altri quattro mesi di tempo, vedremo se a marzo la Regione arriverà al nuovo incontro con delle proposte in merito o con il solito nulla. Magari per dare, ancora una volta, la colpa all’Europa visto che pochi mesi dopo ci saranno le elezioni”. Graziano Azzalin, consigliere regionale del Partito Democratico commenta così il nulla di fatto del vertice al ministero dell’Ambiente sull’istituzione del Sic (Sito d’interesse comunitario) marino nell’Alto Adriatico per la tutela dei tursiopi. Tutto rinviato al 6 marzo a Zagabria dove si parlerà, appunto, di casi Eu Pilot, compreso quello che coinvolge il Veneto.

“L’improvvisazione della Giunta su questa materia, così come del Governo che si è mosso in ritardo, è disarmante: quali erano le nostre proposte, quali misure di conservazione per la fauna ittica? Va bene il Sic e in che termini? La discussione in merito finora è stata assente, mentre è doveroso aprire un confronto chiaro sulla questione che vada oltre il Sic tout court ed entri invece nel merito delle misure da prendere per tutelare l’ambiente marino e per evitare ricadute sulla pesca, un comparto fondamentale non solo per la provincia di Rovigo, ma per tutto il Veneto. Come gruppo consiliare del Partito Democratico avevamo chiesto la sottoscrizione di un documento unitario con Emilia e Friuli per la ridefinizione della perimetrazione dei siti marini, senza però aver ottenuto alcuna risposta”, ribadisce Azzalin, citando al contrario l’operatività della Toscana che già in agosto aveva espresso le proprie perplessità sull’istituzione di nuovi Sic “che non tenessero conto della sostenibilità socio economica di tale scelta” e auspicando un percorso partecipato che coinvolgesse le Regioni, il ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e quello delle Politiche agricole e forestali “in cui tener conto delle misure di compensazione da individuare nell’ambito della politica europea sulla pesca”.

 

 

“Il Veneto e in particolar modo l’assessore Corazzari, sono stati finora latitanti. Nelle prossime settimane come gruppo regionale, insieme ai Socialisti europei e all’onorevole Paolo De Castro faremo una nuova ricognizione sul campo, incontreremo i lavoratori del comparto ittico nel Delta del Po, che rischia di essere quello maggiormente colpito, per discutere delle problematiche e avviare un dialogo costruttivo, in modo da evitare provvedimenti penalizzanti. Non siamo contrari a nuove aree protette, ma la loro istituzione deve essere frutto di un percorso condiviso con le comunità locali, non un’imposizione dall’alto. Magari dovuta anche alla colpevole disattenzione della Regione”.




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