Prosecco, nessuno è contento per una prevedibile bocciatura costata molti soldi. Basta indicare come ‘nemico’ chiunque ponga dei problemi: ci sono altre strade per valorizzare un territorio e i suoi prodotti

Inserito il 11 maggio 2018 in Primo piano


Le questioni vanno affrontate nel merito e non in chiave propagandistica come ama invece fare spesso Zaia.

“Nessuno gioisce per questa bocciatura, sia chiaro, sebbene fosse prevedibile. Però è anche ora di finirla di accusare chiunque abbia un approccio critico o ponga dei problemi come ‘nemico’ del territorio e dei suoi interessi. Le questioni vanno affrontate nel merito e non in chiave propagandistica come ama invece fare spesso Zaia sulle cui promesse tanti continuano a illudersi”. È quanto afferma Graziano Azzalin, consigliere regionale del Partito Democratico, dopo l’esito negativo della valutazione tecnica sul dossier di candidatura a Patrimonio Unesco delle Colline del Prosecco.

“Ci sarà tempo per fare chiarezza su una vicenda costata dieci anni di lavoro e parecchi soldi pubblici. Ho presentato un’interrogazione sulle risorse stanziate a sostegno della candidatura, ma la risposta è stata tutt’altro che esauriente. Basta andare a vedere le delibere e si può notare che la cifra spesa va ben oltre i 113mila euro dichiarati a cui vanno poi aggiunti i 150mila nel ‘pacchetto’ Grandi Eventi. Solo la Regione arriva a circa 500mila euro, senza dimenticare i finanziamenti indiretti tramite altri enti pubblici. Ma non è soltanto una questione economica. Adesso non ci deve essere una smobilitazione, bisogna evitare che ognuno vada per la propria strada. Occorre prendere atto dei rilievi tecnici mossi e sedersi tutti attorno a un tavolo per capire cosa fare per valorizzare un territorio con un patrimonio inestimabile. Una valorizzazione che non può prescindere dalla sostenibilità e della compatibilità ambientale, aiutando i piccoli produttori che caratterizzano un Prosecco di qualità. Questo territorio possiede un tesoro che va preservato con attenzione ed equilibrio. E le sue prospettive future non passano necessariamente da un riconoscimento dell’Unesco”.




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