La Regione scopre che perfino un governo amico può impugnare le leggi. O anche il ministro Stefani è contro il Veneto?

Inserito il 10 Dicembre 2018 in Primo piano


Ma non erano i governi targati Pd, quelli nemici del Veneto?

“Ma non erano i governi targati Pd, quelli nemici del Veneto, a impugnare le leggi regionali senza motivo, quasi per farci un dispetto? Non è che il ministro Stefani, il punto di riferimento leghista a Roma per l’autonomia, è in realtà un’infiltrata?”. Ironizza Graziano Azzalin, consigliere del Partito Democratico sul ricorso alla Consulta da parte dell’Esecutivo Conte, proposto proprio dal ministro agli Affari regionali, contro la legge che ha armonizzato le retribuzioni tra i dipendenti di Palazzo Balbi e quelli delle Province e della Città metropolitana di Venezia, passati a lavorare in Regione.

“Si tratterebbe di generiche motivazioni su supposte invasioni di competenze, in merito a un provvedimento che personalmente reputo anche giusto, tanto che è passato in Consiglio all’unanimità. Sorprende però la mite reazione della Giunta, con l’assessore Forcolin che ‘si riserva di approfondire la questione’. La decisione del Governo smaschera la faziosità della Lega, incapace di distinguere tra partito e istituzione. Quante volte ci siamo sentiti rispondere, anziché entrare nel merito, che Roma era nemica del Veneto, che si trattava di attacchi politici strumentali? La Giunta fa bene ad approfondire la questione, ma non trascuri nessuna pista, perché è già il secondo ‘sgambetto’ che riceve dal ministro Stefani, dopo aver smentito Zaia sui nove decimi delle tasse e ribadito che l’autonomia sarà a saldo zero. Non vorremmo che tra qualche mese la Lega si trovasse a rimpiangere l’ex sottosegretario Bressa…”.




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