La Regione non stanzia un euro per il disastro del maltempo e Zaia in Consiglio non risponde!

Inserito il 4 dicembre 2018 in Primo piano


Da Zaia nessuna risposta, ma la conferma di un messaggio che preoccupa.

“Da Zaia nessuna risposta, ma la conferma di un messaggio che preoccupa: questo Consiglio non conta niente. E la Lega, così come tutta la maggioranza, accetta in silenzio qualsiasi imposizione”. A dirlo è Graziano Azzalin, consigliere del Partito Democratico e correlatore sul Collegato al Bilancio, commentando le dichiarazioni in aula del presidente della Regione.

“Finalmente ci ha degnato della sua presenza, seppur a discussione avviata. Ma al di là della panoramica informativa utile sui danni provocati dal maltempo, ha eluso le domande principali.  Anzi, vista l’entità del disastro, i dubbi aumentano. Perché la Regione ha trovato i soldi per la Pedemontana e non per le montagne e i boschi? Ritiene il rischio di non completare una strada meno grave? Non ci è stato spiegato sotto nessun profilo perché il principale strumento di programmazione e allocazione delle risorse della Regione non preveda niente per il dramma che ha colpito parte dei territori montani e costieri. Si insiste sulla rivendicazione del Veneto Tax Free, ma è uno slogan consunto per un provvedimento iniquo che favorisce chi ha di più. Il bilancio era un’opportunità per confrontarsi e mettere in moto una serie di misure e reperire risorse straordinarie per cercare di trasformare una tragedia in una opportunità. Non ho presentato alcun emendamento al Collegato perché è la montagna la priorità assoluta e se non risolviamo i problemi che si sono creati, ci rotoleranno addosso pesantemente e le conseguenze saranno molto più gravi sul piano socio economico di quelle che constatiamo oggi”.

“Non possiamo aspettare sempre gli altri – aggiunge Azzalin – Zaia chiede al Governo e all’Unione Europa di fare. E perché la Regione non prende alcun provvedimento? Continuiamo con la favola dell’autonomia che darebbe altre risorse? Portare fino in fondo un simile ragionamento è un gioco cinico e irresponsabile. Da questo percorso, in ogni caso, non arriverà nessuna risorsa né per l’emergenza né per il post emergenza. Anche avessimo l’autonomia, varrà per il futuro e ci sarebbero le risorse a copertura unicamente delle funzioni trasferite”.

“Inutile girarci attorno – insiste Azzalin – sulla montagna e le foreste il Veneto brilla per assenza di programmazione e pianificazione. È evidente come da un punto di vista politico non sia una priorità. Basti pensare che non esiste un assessorato alle Foreste e le competenze sono state frazionate in ben quattro assessorati, mentre la legge di riforma licenziata nella scorsa legislatura giace ancora nei cassetti”.




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