La Regione continua a non rispondere: perché non è stato stanziato un euro per la montagna? 

Inserito il 17 Dicembre 2018 in Primo piano


Non c’è bisogno di nascere o vivere in montagna per capire che occorre fare di tutto per evitare un esodo.

“Non c’è bisogno di nascere o vivere in montagna per capire che occorre fare di tutto per evitare un esodo, per non lasciare abbandonati a se stessi quei luoghi. Anziché fare battute, la Regione risponda nel merito: è normale, a fronte di una simile tragedia, stanziare zero risorse?”. Insiste Graziano Azzalin sulla questione dei soldi non previsti a bilancio a sostegno dei territori colpiti pesantemente dal maltempo a fine ottobre, replicando alle affermazioni dell’assessore Bottacin.

 

 

“Si continua a fingere di non capire e a confondere i piani. Un conto è l’emergenza, e nessuno nega che la Regione abbia agito tempestivamente, un altro il post. E nascondere i problemi, dovuti a una colpevole carenza di politiche per la montagna, non significa risolverli, ma aggravarli. Dal 2010 a oggi i piani aziendali di forestazione sono scesi da 257 a 111, con una superficie ridotta del 40%. E al governo c’era Zaia, non il Partito Democratico. I cantieri aperti – prosegue Azzalin – sono quasi tutti ‘somme urgenze’ per liberare strade e ripristinare la viabilità. I soldi impegnati sono delle anticipazioni, che fanno parte del plafond di cui si chiede il rimborso. Ma il tema vero è quello della foresta e a 45 giorni di distanza dal disastro non c’è alcun cantiere aperto. Abbiamo un’intera filiera da rimettere in piedi, dobbiamo valorizzare un enorme patrimonio a terra, ma l’azione di coordinamento per portare fuori il legname e conservarlo, evitando speculazioni che danneggerebbero privati ed enti pubblici, va a rilento. Inoltre i dieci milioni destinati alle imprese con un provvedimento dell’assessore Marcato di cui fa vanto Bottacin prescindono dalla situazione emergenziale: vengono abbattuti gli interessi sui prestiti, un provvedimento che dovrebbe essere di normale amministrazione per chi opera in aree svantaggiate”.

 

 

Azzalin, infine torna sulla questione fiscale, chiedendo anche qua una replica nel merito: “Lo slogan del Pd ‘partito delle tasse’ ha stancato. Rispondano a dei fatti oggettivi: perché i soldi per la Pedemontana si sono trovati, 300 milioni di mutuo per evitare la chiusura dei cantieri dovuta a un privato inadempiente, e per la montagna no? Graverà anch’esso sui nostri corregionali, indipendentemente dal loro reddito, perché viene pagato con risorse pubbliche. E davvero un’addizionale Irpef triennale, che avrebbe riguardato meno del 2% dei veneti, i più ricchi, è un’insostenibile ingiustizia? L’assessore Bottacin e Zaia smettano di fare demagogia e rispondano argomentando anziché con le solite frasi fatte”.




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