La nuova legge sui parchi istituzionalizza il commissariamento: troppo potere nelle mani di Zaia, è un unicum nel panorama italiano. In aula le nostre proposte per valorizzare e responsabilizzare i territori

Inserito il 16 giugno 2018 in Primo piano


Zaia declama l’autonomia come la soluzione giusta per qualsiasi problema, in realtà la vicenda dei parchi conferma quello che diciamo da tempo: è autonomista con Roma, ma centralista con il resto del Veneto.

“Zaia declama l’autonomia come la soluzione giusta per qualsiasi problema, in realtà la vicenda dei parchi conferma quello che diciamo da tempo: è autonomista con Roma, ma centralista con il resto del Veneto”. È quanto dichiarano i consiglieri del Partito Democratico Graziano Azzalin e Claudio Sinigaglia che ieri a Monselice, nel corso di un incontro promosso dal circolo locale del PD, hanno discusso con sindaci, associazioni e cittadini della nuova legge sui parchi, che approderà martedì in Consiglio regionale.

“È una legge finta con cui viene istituzionalizzato il commissariamento, camuffando il nome. Avremo una centralizzazione delle decisioni che rappresenta un unicum nel panorama italiano. La Giunta designerà tre membri della Comunità (ex Consiglio) e due del nuovo Consiglio, mentre il governatore sceglierà direttamente il presidente, che prima veniva eletto. Tra l’altro vengono contraddetti i principi della Legge 394 sulle aree protette, laddove il tanto vituperato centralismo romano mette un solo rappresentante, mentre gli altri sono decisi dalle Regioni interessate”.

“L’autonomia prevede che le risorse restino sul territorio e che le comunità locali vengano responsabilizzate. I principi adottati per questa finta legge, approvata perché i commissariamenti non erano più prorogabili, vanno in direzione opposta. I sindaci e gli stakeholder sono tagliati fuori dagli organismi decisionali: la Regione paga e quindi decide. Zaia e la Lega però dovrebbero cambiare slogan: da ‘paroni a casa nostra’ a ‘paroni a casa tua’. Le nomine si tramuteranno in una spartizione di posti, i parchi diventeranno dei neo postifici per gli amici degli amici. Questa legge farlocca sulla governance contraddice, tra l’altro, anche il Pdl iniziale presentato dalla Giunta, tanto valeva lasciare il commissario”.

“La nostra manovra emendativa – spiegano i consiglieri dem – sarà tesa a riequilibrare i poteri, puntando sulla valorizzazione e la responsabilizzazione del territorio. All’interno della Comunità devono esserci anche rappresentanti della Provincia, delle associazioni ambientaliste e delle categorie produttive e dovrà essere la stessa Comunità a indicare la rosa di candidati da cui scegliere il presidente. Se le proposte del PD non saranno accolte e la legge rimanesse così, siamo convinti che i territori si ribelleranno e la respingeranno al mittente perché mortifica ogni aspettativa di rilancio delle aree protette”.




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