L’autonomia non è un affare privato della Lega e il diritto di parola non me lo concede Finco. Sull’obbligo di esporre la bandiera si informi meglio anziché citare a sproposito il Trentino

Inserito il 5 ottobre 2018 in Blog


Il diritto di esprimere la mia opinione non me lo danno Finco, Zaia o la Lega, né nessun altro. Rappresento una parte dei veneti che meritano rispetto.

“Il diritto di esprimere la mia opinione non me lo danno Finco, Zaia o la Lega, né nessun altro. Rappresento una parte dei veneti che meritano rispetto. E l’autonomia non è un loro affare esclusivo. Quando si parla bisognerebbe farlo con cognizione di causa: io non mi sono mai schierato contro forme particolari di autonomia per il Veneto, bensì contro un inutile referendum, con milioni di euro spesi inutilmente. Ricordo a Finco che l’Emilia Romagna ha avviato gratis una trattativa con il Governo e la trattativa va avanti anche con la Lombardia dove non era stato raggiunto il quorum referendario. Queste cose il capogruppo della Lega le sa e quindi sta mentendo”. Graziano Azzalin, consigliere regionale del Partito Democratico in una nota risponde all’attacco del collega della Lega su autonomia e bandiera veneta, dopo che l’obbligo di esposizione negli uffici statali è stato bocciato dalla Consulta.

 

“Visto che è tanto appassionato alla questione della bandiera e cita come esempio il Trentino Alto Adige, gli faccio presente che né lo Statuto né la legge provinciale contengono disposizioni innovative per quanto riguarda l’esposizione, è tutto come in Veneto. Il regolamento di esecuzione della legge non amplia le ipotesi di esposizione obbligatoria né, tantomeno, la estende agli uffici periferici delle amministrazioni dello Stato. Così stanno le cose, Finco dica pure quello che vuole, però farebbe meglio a informarsi per evitare brutte figure”.




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