Il fallimento della Bellelli è anche il fallimento della Regione. L’autonomia per Zaia significa esser libero di sprecare soldi pubblici?

Inserito il 13 febbraio 2018 in Blog


Un’azienda partecipata dalla Regione, che le ha ‘regalato’ un milione di euro, fallisce, ma Zaia, il presidente che interviene su tutto lo scibile umano, qui non dice niente.

“Un’azienda partecipata dalla Regione, che le ha ‘regalato’ un milione di euro, fallisce, ma Zaia, il presidente che interviene su tutto lo scibile umano, qui non dice niente. Forse la Giunta era troppo preoccupata dalle leggi identitarie e da un referendum farlocco per accorgersi che già nel 2016 la Bellelli Engineering aveva accumulato 24 milioni di debiti. Nel bilancio 2015 di Veneto Sviluppo si affermava che ‘l’attività della società comporta rischi contenuti e opportunamente presidiati’ e, ancora, che ‘nel corso dell’attività di vigilanza non sono emersi fatti significativi tali da richiedere la segnalazione agli organi di vigilanza’.Tuttavia già dal 2013 erano emerse diverse criticità (addirittura la Bellelli chiedeva altri soldi pubblici) che Veneto Sviluppo conosceva benissimo, tanto che dall’anno successivo avviò la pratica per uscire dal capitale sociale. Troppo tardi, però. Davvero è stato fatto tutto il possibile?”. Va all’attacco il consigliere del Partito Democratico Graziano Azzalin a proposito del fallimento della Bellelli Engineering di Rovigo (specializzata nella fabbricazione di macchine e apparecchi per le industrie chimiche, petrolchimiche e petrolifere) partecipata dal febbraio 2011 dalla Regione attraverso la controllata Veneto Sviluppo, annunciando un’interrogazione alla Giunta Zaia.

“È stata la prima e unica azienda a beneficiare del ‘Patrimonio destinato’ lo strumento di ‘finanza creativa’ pensato dalla Regione, con un plafond di venti milioni ma di cui soltanto uno utilizzato, proprio a favore della Bellelli. Nel 2015 la Regione, che essendo entrata nel capitale sociale aveva nominato un membro del Cda oltre a essere presente negli organi di controllo, non ha incassato alcun dividendo. Eppure non ci sono stati interventi conseguenti per risolvere la situazione. A portare avanti la questione e il problema del rischio fallimento sono stati i lavoratori e i creditori. Perché il presidente Zaia non ci parla di questa autonomia, ovvero quella di gettar via soldi pubblici con ‘regalìe’ a fondo perduto?  Ci sono aziende, troppe, che sono in difficoltà e non hanno mai ricevuto niente dalla Regione, che anche in questo caso ha dimostrato di agire senza la necessaria programmazione né senso di responsabilità. E se le cose, come in questo caso, vanno male a pagare saranno i soliti noti, con la beffa per dipendenti (che vantano un credito di un milione) e fornitori di aver contributo, con i propri soldi, a finanziare la Bellelli”.




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