Esu di Venezia, mozione del Pd. Azzalin: “Il commissariamento danneggia due volte gli studenti. Residenze universitarie affittate ai turisti, la Regione intervenga per garantire un vero sostegno ai fuorisede

Inserito il 27 ottobre 2018 in Blog


I commissariamenti, nonostante la passione sfrenata di Zaia, non sono proprio un esempio di democrazia. E nel caso dell’Esu di Venezia danneggiano due volte gli studenti.

“I commissariamenti, nonostante la passione sfrenata di Zaia, non sono proprio un esempio di democrazia. E nel caso dell’Esu di Venezia danneggiano due volte gli studenti, che non possono esercitare il proprio potere decisionale e sono costretti a subire scelte penalizzanti come quella di affittare ai turisti per la stagione estiva le residenze universitarie San Tomà, Ausiliatrice e Junghaus. Col rischio che a rimetterci siano ancora una volta i fuorisede, a cui andrebbe invece garantito un maggior sostegno abitativo, in una città dove ormai tutto è dominato dalla monocultura del turismo”. A dirlo è il consigliere del Partito Democratico Graziano Azzalin, primo firmatario di una mozione del gruppo dem in cui si chiede un intervento della Giunta: “Già è una scelta discutibile, ci auguriamo che non venga fatta pagare indirettamente agli studenti, limitando la loro permanenza in queste strutture. Inoltre invitiamo la Regione a sollecitare l’Esu affinché gli incassi delle locazioni estive siano anzitutto impiegati per garantire ai fuorisede aventi diritto, un sostegno adeguato, visti i costi degli affitti a Venezia. I borsisti, infatti, pagano cifre ben più salate rispetto a Verona e Padova. È un trattamento discriminatorio che va risolto”.

 

“C’è chi potrebbe contrastare queste decisioni ma non è messo nelle condizioni di farlo – aggiunge Azzalin – Il prolungato commissariamento degli Esu, infatti, impedisce agli studenti di sedere nel Cda e discutere dei problemi e delle priorità di ragazzi e ragazze che frequentano l’ateneo veneziano. La gara per l’affitto delle tre strutture vale per un triennio, dal 2019 al 2021: non vorremmo trovarci a quella data ancora nella stessa situazione”.




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