Crac delle Popolari: una Tangentopoli del sistema creditizio

Inserito il 14 Gennaio 2020 in Blog


I numeri sono impressionanti: tra azioni bruciate, risorse per l’esodo dei dipendenti e altri fondi come garanzia per la copertura di ulteriori perdite, arriviamo a una trentina di miliardi, il valore di una Finanziaria.

“Il crac delle Popolari è stata una Tangentopoli del sistema creditizio su cui non si è ancora fatta la necessaria luce. I numeri sono impressionanti: tra azioni bruciate, risorse per l’esodo dei dipendenti e altri fondi come garanzia per la copertura di ulteriori perdite, arriviamo a una trentina di miliardi, il valore di una Finanziaria. E le ricadute sul piano socioeconomico ancora non le abbiamo viste nella loro totalità”. A dirlo è Graziano Azzalin, intervenuto ieri a Rovigo, alla Gran Guardia, alla presentazione del libro di Renzo Mazzaro ‘Banche, banchieri e sbancati’.

“La Lega di fronte a questa vicenda è sempre stata defilata, a voler essere clementi. Se Zaia avesse fatto la stessa’ guerra’ che ha fatto per l’autonomia probabilmente avremmo ottenuto altri risultati. Finora la Regione si è limitata a gridare contro Roma affinché stanziasse risorse per risarcire i truffati, senza assumere in proprio iniziative specifiche. In Consiglio regionale sono state fatte due Commissioni d’inchiesta, l’ultima non ha portato a granché e infatti abbiamo votato contro la relazione finale. Le responsabilità, infatti, sono state scaricate interamente sugli organi di vigilanza, minimizzando il ruolo degli amministratori e del management dei due istituti. Al netto dei procedimenti giudiziari, invece, una sentenza c’è già: la bocciatura di una classe dirigente veneta. La narrazione che siamo i più virtuosi, i migliori e che perciò avremmo ‘più diritti’ di altri si è scontrata fragorosamente con la realtà. E non è il primo caso, basti pensare a quanto accaduto con la Pedemontana o con i project financing in sanità”.




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