Cannabis light: la demagogia della Lega fa solo danni

Inserito il 17 Dicembre 2019 in Blog, Primo piano


La bocciatura dell’emendamento sulla cannabis light rende inapplicabile la legge veneta di sostegno alla filiera della canapa

“Chissà se anche Zaia si è accodato alle urla sguaiate di Salvini contro lo ‘Stato spacciatore’. Lo stralcio dell’emendamento sulla canapa è in contrasto con la legge regionale approvata lo scorso agosto, di fatto la rende inutile. È la demagogia a essere dannosa, non la cannabis light”. A dirlo è Graziano Azzalin, consigliere del Partito Democratico che attacca la Lega dopo quanto accaduto ieri al Senato. “Questo emendamento, così come quella legge, era stata sollecitata dalle associazioni agricole consapevoli dei mille usi della canapa. Cosa dirà, adesso la Lega? Che le associazioni di categoria sono venditrici di fumo e innamorate dello spinello libero? Ancora una volta ha prevalso chi urla e agita fantasmi, senza preoccuparsi delle conseguenze. La coltivazione, trasformazione e commercializzazione della canapa riguarda tremila aziende e dodicimila persone messe a rischio per colpa di una propaganda miope. In Consiglio regionale – aggiunge – abbiamo approvato un Pdl che si muove nel solco della legge nazionale 242 del 2016 e che ora non ha senso. L’emendamento eliminato ieri era invece fondamentale: oggi chi coltiva la canapa può far conto sul seme e sulla fibra, non su foglie e fiore. Introducendo una soglia per stabilire se è o meno stupefacente, davamo risposte a migliaia di aziende, molte delle quali venete. Il contrasto tra la politica oscurantista di Salvini e quella, una volta tanto, più razionale di Zaia emerge qui con forza. Auspico che adesso ci pensi il Parlamento con un Ddl che faccia finalmente diventare l’Italia un Paese civile”.




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