Alloggi Ater, la vasta mobilitazione anche in Polesine ha pagato

Inserito il 18 Novembre 2019 in Blog, Primo piano


Dietrofront della Regione, ma servono investimenti sull’edilizia popolare e non si può pensare di far cassa con gli affitti degli inquilini

“Il dietrofront della Giunta, che ha ammesso l’errore a denti stretti, è la dimostrazione che la mobilitazione era giusta e ha pagato. Adesso però bisogna non far calare l’attenzione su questi temi, che la Lega ha affrontato in modo distorto e con una narrazione fantasiosa. Come se il problema degli alloggi Ater fosse rappresentato solo dai furbetti”. Sono le parole del consigliere regionale del Partito Democratico Graziano Azzalin che oggi pomeriggio a Guarda Veneta ha partecipato all’assemblea pubblica sulle modifiche alla legge regionale 39/2017 insieme al segretario provinciale dem Giuseppe Traniello Gradassi, al vicesindaco Leonardo Frigato, a Giuseppe Saccardin del Sunia Rovigo.

“Una legge che creava più problemi di quelli che voleva risolvere. Come Partito Democratico abbiamo fatto numerose assemblee anche in Polesine, incontrato inquilini, sindacati, amministratori locali, associazioni di categoria e fatto fronte comune, denunciando le storture del provvedimento e avanzando proposte per superare le criticità. E così siamo arrivati al canone di permanenza portato a 35mila euro, la soglia Isee-Erp a 26mila euro per i nuovi assegnatari, mentre gli anziani over 65 e i nuclei familiari con un disabile o una persona non autosufficiente conservano il diritto all’alloggio anche se superano la soglia massima di reddito. Infine è previsto un aumento graduale dei canoni e non in maniera assurda e indiscriminata. Proposte che, di fatto, sono le stesse del Nucleo tecnico di analisi della Regione e inserite nel Collegato. Adesso in Commissione ci sarà il confronto sulle sulle modifiche al regolamento applicativo per determinare il valore di liquidazioni, accompagnamento e altre indennità e rimodulare i canoni”.

“Era sbagliato e ingiusto voler fare cassa con gli inquilini degli alloggi Erp – ha ribadito Azzalin – Il vero problema riguarda i mancati investimenti nell’edilizia popolare, vista l’emergenza abitativa del Veneto. Le Ater devono avere risorse e spenderle per la manutenzione e l’efficientamento del patrimonio, che durante il doppio mandato Zaia è diminuito, con circa 5mila case sfitte e 15mila famiglie in lista di attesa. Ma questi soldi non possono arrivare dal canone degli inquilini, la Regione deve investire, cosa che non ha fatto negli ultimi dieci anni”.




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