Adria simbolo del fallimento del centrodestra e Zaia fugge dalle proprie responsabilità. Sanità, infrastrutture e Parco: il Polesine è considerato un territorio di serie B

Inserito il 7 giugno 2018 in Blog


A quattro giorni dalle elezioni Zaia si ricorda di Adria e viene a fare uno spot per il centrodestra che proprio qua ha fallito pesantemente.

“A quattro giorni dalle elezioni Zaia si ricorda di Adria e viene a fare uno spot per il centrodestra che proprio qua ha fallito pesantemente. Ma, ancora una volta, fugge dalle proprie responsabilità. L’abbiamo sentito parlare di immigrazione, clandestini come se fossero i veri problemi del Delta, dimenticando invece la totale inconsistenza della politiche della Lega per questa città e per il Polesine su temi cruciali: prospettive occupazionali, sanità, infrastrutture e sviluppo. Era venuto ad Adria l’ultima volta due anni fa, dicendo ‘la Regione è al vostro fianco’. Da allora non è cambiato niente, anzi le cose sono addirittura peggiorate. Zaia è tanto spudorato quanto poco credibile”. Così il consigliere del Partito Democratico Graziano Azzalin, intervenendo a una conferenza stampa tenuta simbolicamente davanti all’ospedale a sostegno della candidatura di Lamberto Cavallari, commenta la visita odierna del governatore ad Adria alla vigilia delle elezioni.

Azzalin entra poi nel merito delle singole tematiche, a cominciare dalla sanità: ospedale,  assistenza territoriale e casa di riposo. “Zaia non ha rispettato quanto previsto dal Piano sociosanitario (Pssr), con un impoverimento dei servizi sul territorio, senza avviare le strutture intermedie. Anche per l’ospedale le cose non sono migliorate: le risorse risparmiate con la fusione delle Ulss non hanno portato a investimenti nel personale, anzi diversi specialisti di livello se ne sono andati. Con l’accorpamento Adria è stata penalizzata e Rovigo non ha tratto alcun beneficio. Sulla casa di riposo, poi, hanno perso tempo in inaugurazioni farsa e promesse cui loro stessi non credevano.  È evidente l’inadeguatezza della politica regionale, con i contributi per le rette bloccati dal 2009 e l’aumento delle impegnative rispetto agli accreditamenti, con ricadute pesantissime sulle famiglie”.

Il consigliere del PD va giù duro pure sul versante delle infrastrutture: “La linea ferroviaria Rovigo-Adria-Chioggia è la maglia nera del Veneto, tra corse soppresse, carrozze sporche e sovraffollate. Di miglioramenti se ne riparlerà dal 2019, forse. Sulla Circonvallazione di Adria invece è piombato il silenzio più assoluto, nonostante fosse prevista già nella precedente legislatura e per cui erano stati stanziati (e poi tolti) 7,5 milioni di euro. Infine la Nogara Mare pare definitivamente abbandonata per i costi troppo elevati. Forse, a differenza della Pedemontana che pagheremo caro anche noi polesani, è troppo lontana da casa di Zaia!”.




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