La denuncia di Azzalin (PD): “Cartelli per il sì al referendum nelle sedi comunali: è illegale. Le prefetture intervengano per far rispettare le norme elettorali”

Inserito il 11 settembre 2017 in Politica, Territorio


Il referendum truffa si sta trasformando nella sagra dell’illegalità, quasi a voler chiudere il cerchio.

sala cittadella

“Il referendum truffa si sta trasformando nella sagra dell’illegalità, quasi a voler chiudere il cerchio. Ma le istituzioni non possono essere complici”. Dura presa di posizione del consigliere del Partito Democratico Graziano Azzalin, che denuncia la comparsa di cartelli che invitano a votare sì alla consultazione del 22 ottobre in numerosi Comuni.

“L’ultima segnalazione riguarda il Municipio di San Giorgio in Bosco, dove questa mattina, su ordine del sindaco, sono apparsi manifesti a favore del sì. Non l’avviso del referendum, ma una netta presa di posizione, che è chiaramente fuori legge. Ieri un analogo striscione era stato affisso fuori dalla sala consiliare Villa Rina, sede della biblioteca di Cittadella. Invito caldamente le prefetture a far rispettare le norme elettorali”, dice ancora il consigliere polesano che proprio oggi ha presentato un esposto alla Corte dei Conti contro il Piano di comunicazione della Giunta relativo alla consultazione sull’autonomia, firmato anche dal deputato dem Alessandro Naccarato.

“Le finalità istituzionali dovrebbero essere quelle di comunicare agli elettori il contenuto del quesito e le modalità di partecipazione, non fare una campagna elettorale di parte – attacca Azzalin – Invece, com’era prevedibile, visto che Zaia ne ha fatto la principale se non unica battaglia del suo secondo mandato, pur di vincere vale tutto. Anche calpestare palesemente le regole. Ogni giorno l’asticella viene spostata un po’ più in alto, non riesco a immaginare cosa potranno inventarsi di peggiore, visto che al 22 ottobre manca ancora un mese e mezzo”.




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