Sulla Pedemontana due variazioni di bilancio in poco tempo per scelte politiche sbagliate. Con Zaia ancora una volta gli interessi privati prevalgono su quelli dei cittadini

Inserito il 17 luglio 2017 in Primo piano


Siamo di fronte a due variazioni di bilancio in poco tempo. E questo avviene per scelte politiche sbagliate, che riguardano la Pedemontana.

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“Siamo di fronte a due variazioni di bilancio in poco tempo. E questo avviene per scelte politiche sbagliate, che riguardano la Pedemontana. Non è un fatto meramente tecnico, come vogliono farci credere la Giunta e la maggioranza. I dati incontrovertibili sono invece due: Zaia cambia spesso idea, contravvenendo a ciò che aveva affermato e su cui si era impegnato e gli interessi privati prevalgono su quelli della maggioranza dei cittadini”. Ad affermarlo è il consigliere del Partito Democratico Graziano Azzalin intervenendo oggi in aula sulla variazione di bilancio per finanziare la superstrada.

“Ci sono contraddizioni ancora in essere nel nuovo contratto, che non sono ancora state chiarite. Ma l’importante era sventare il pericolo delle ‘nuove tasse’. Sulla Pedemontana stiamo assistendo più che a una telenovela, a un triste reality. Finora in quattro puntate. Il 7 marzo Zaia si presenta in aula con le famose slide, propone l’addizionale Irpef per completare la Pedemontana, una manovra che sostanzialmente interessava 600mila cittadini, parlando però anche di risorse per altri settori. Dopo le audizioni si dà il via libera alla prima variazione di bilancio per completare l’opera, mettendo l’accento anche sull’opportunità garantite dalle nuove entrate. Poi, nonostante il via libera delle associazioni e il voto blindato in Consiglio, Zaia inizia il suo tour ribadendo che questi soldi non serviranno solo per l’autostrada. Alla fine ci ripensa, non vuole passare come quello che mette le mani nelle tasche dei cittadini. Niente Irpef e oggi arriviamo alla seconda variazione per ripristinare la verginità del governatore che fa risparmiare un miliardo ai veneti…”.

“Nel frattempo però – aggiunge Azzalin – Zaia non si è più fatto vedere in Consiglio, dove manca da quattro mesi. Non siamo a una festa della Lega, alla conferenza stampa per avviare la campagna referendaria, né in uno dei 64 Comuni dove è andato a sostenere i candidati alle ultime amministrative. Evidentemente siamo in un consesso che per il presidente non ha valore, il Consiglio per lui è tempo perso”.

“Comunque con questa variazione si ammette implicitamente che se si prestava attenzione alle proposte del Pd si poteva evitare tutta questa operazione. E dall’altro, cosa peggiore, non si dice più nulla su tutto il resto. Niente sul grave momento di crisi, è forse sparita? Niente sulle azioni di contrasto al dissesto idrogeologico, o sul supporto ad infrastrutture strategiche, visto che non c’è solo la Pedemontana. O le uniche opere viarie strategiche sono quelle che interessano il Nord del Veneto? Non c’è più bisogno di interventi di tutela ambientale? E neanche di sostenere i livelli delle prestazioni nei campi prioritari nel settore sociale? Sono forse diminuiti i problemi legati alla non autosufficienza, al diritto allo studio? Il Veneto è diventato di colpo un’isola felice?”, chiede il consigliere dem.

“Quello che avete detto appena qualche mese prima non è più vero, non c’è più una parola. Eppure una rimodulazione dell’Irpef era possibile, non ci sarebbe stato niente di strano. Ma si cambia idea solo per poter ancora gridare che non si mettono le mani in tasca ai veneti!. Adesso aspettiamo la quarta puntata della telenovela, ‘le risorse ci saranno quando la Regione avrà a disposizione i soldi che trattiene Roma ladrona’, continuando in questa campagna elettorale permanente”.

“Restano, come dati di fatto, la certezza della poca trasparenza e della scorrettezza nei confronti dei cittadini e della scarsa efficienza amministrativa. Per non parlare della tanto invocata autonomia: laddove c’è, questa Giunta ha dimostrato di non essere in grado di assolvere ai compiti derivanti dai trasferimenti statali, con l’aggravante di aver perso decine di milioni di euro”.




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