Sui cinghiali avevamo ragione: non serve smantellare le aree protette per contenerli. Adesso la priorità è la legge di riforma dei Parchi che superi i commissariamenti

Inserito il 10 maggio 2017 in Primo piano


L’emergenza cinghiali non era tale o almeno non abbastanza da giustificare lo smantellamento del Parco dei Colli.

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“L’emergenza cinghiali non era tale o almeno non abbastanza da giustificare lo smantellamento del Parco dei Colli, visto che con 120 abbattimenti al mese e il nuovo Regolamento per il contenimento la soluzione sarebbe vicina. I fatti, quindi, e non le parole, smentiscono il consigliere Berlato e la Lega che l’ha assecondato in modo acritico”. A dirlo è Graziano Azzalin, esponente a Palazzo Ferro Fini del Partito Democratico, che torna sulla proposta di legge del collega di Fratelli d’Italia inizialmente inserita nel Collegato al bilancio, poi stoppata dalla maggioranza dopo le pressioni del PD e le proteste provenienti dal territorio. “Eppure – continua – la giustificazione di quel provvedimento, assurdo e dannoso, era proprio la proliferazione dei cinghiali. Un’emergenza tale da cancellare il 90% dell’area protetta. Una mostruosità che è stata scongiurata”.

“Ma che per risolvere il problema degli ungulati potesse bastare un Piano di contenimento era evidente e si sapeva anche prima. Eppure la Lega si è schierata ‘senza se e senza ma’ dalla parte di Berlato, salvo accorgersi che si poteva agire in modo diverso, anziché devastare un territorio. Tuttavia non ha ‘imparato la lezione’: la vera priorità è la legge quadro sui parchi per valorizzare il territorio, che però è da tempo bloccata in Commissione proprio su richiesta del consigliere Berlato, ancora appoggiato dal Carroccio. Così tre Parchi su quattro restano commissariati, espropriando i territori che devono invece esprimerne la governance. Ed è proprio da qui che bisogna ripartire per rilanciare le aree protette. Questi enti devono essere messi in grado di funzionare, sburocratizzandoli e semplificando il meccanismo di governo, in modo che possano svolgere al meglio il loro compito, quello di tutelare e valorizzare le aree di pregio della nostra regione”.




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