Referendum-farsa, dal ministro Costa parole chiare sull’autonomia fiscale. Il Pd Veneto dica se sta con Zaia o con il nostro Governo

Inserito il 4 maggio 2017 in Primo piano


La secca risposta del ministro per gli Affari regionali Costa sulla mancata autonomia fiscale deve essere un monito per il Pd Veneto.

164029555-4284374e-0195-42c5-9872-f0c6b72c2671

“La secca risposta del ministro per gli Affari regionali Costa sulla mancata autonomia fiscale deve essere un monito per il Pd Veneto. Davvero intende allinearsi al referendum-plebiscitario di Zaia senza tener conto di quello che dice il suo Governo, avallando quindi la tesi della maggioranza leghista secondo cui bisogna battere i pugni sul tavolo e forzare la mano per provare a scardinare il sistema previsto dalla nostra Costituzione?”. A chiederlo è il consigliere del PD Graziano Azzalin a proposito della risposta data dal ministro Costa all’interrogazione del deputato padovano Domenico Menorello.

“L’autonomia fiscale non ci sarà né dopo il referendum né dopo la trattativa l’esecutivo. È la riprova che si tratta di una consultazione truffa. Ha senso o no andare in questa direzione? Se le battaglie vanno fatte, facciamole discutendone all’interno. Voglio capire se le parole di Renzi, Martina e ora del ministro Costa, hanno un senso oppure no. In Consiglio il gruppo, tranne me che ho votato contro, si è astenuto sul referendum, ponendo il tema della chiarezza su cosa si intende e cosa si vuole ottenere con l’autonomia. La reale volontà di Zaia e della maggioranza è quella di capovolgere un sistema istituzionale e questo deve essere tema di confronto politico. E noi vogliamo inseguirlo su questo terreno? Occorre invece contrapporre una strategia politica diversa, semmai capire come mettere mano al federalismo nella nostra Repubblica, senza rinunciare ai capisaldi della nostra Costituzione, alla sussidiarietà e alla solidarietà”.

“Un partito che porta milioni di persone a votare alle primarie non può non avere il coraggio di affrontare a viso aperto Zaia, altrimenti viene meno alle sue prerogative – sottolinea ancora Azzalin – Perché i veneti dovrebbero votarci se ci limitiamo a fare la brutta copia della Lega? Forse sono pochi i voti che abbiamo perso, dobbiamo perderne ancora per capire la realtà delle cose? Dobbiamo avviare una discussione franca e aperta sul referendum, ma che non sia scontato l’approdo, a differenza di quanto lascia supporre il neo segretario regionale Bisato. Non va bene seguire ‘zitti e mogi’ Zaia, non va bene a me, ma soprattutto ai tanti veneti che vogliono superare l’omologazione al leghismo imperante”.




Condividi questo contenuto!

Lascia un commento