In Polesine adesione record allo sciopero dei medici. Una protesta legittima, la Regione ascolti le loro richieste, anziché penalizzare migliaia di cittadini

Inserito il 12 novembre 2017 in Primo piano


La Regione deve dare in fretta una risposta positiva a quanto chiedono i medici di base.

Un medico durante uno sciopero in una foto d'archivio.  ANSA / FRANCO SILVI

“La Regione deve dare in fretta una risposta positiva a quanto chiedono i medici di base. Uno sciopero senza precedenti come questo non può non preoccupare, a maggior ragione se consideriamo che il prossimo mese sono previsti altri tre giorni di agitazione. E in Polesine la situazione è ancor più allarmante”. Così il consigliere del Partito Democratico Graziano Azzalin a proposito della protesta dei medici di famiglia che si sono astenuti dal lavoro mercoledì e giovedì.

“Questo muro tirato su dalla Regione non ha senso, non vengono chiesti più soldi ma di attuare quello che prevede il Piano sociosanitario. In provincia di Rovigo – evidenzia Azzalin – c’è stata la percentuale di adesione più alta di tutto il Veneto, 90,57%, hanno scioperato 158 medici su 173. Ciò ha gravi ripercussioni, considerato l’anzianità della popolazione e la presenza di tanti piccole comunità rurali sparse in un territorio molto ampio. Le ragioni della protesta sono sotto gli occhi di tutti: la medicina di gruppo è ferma, l’unica struttura intermedia è a Trecenta,cure palliative e assistenza domiciliare sono prossime allo zero”.

“Con un quadro del genere, perché tanta ostinazione da parte della Giunta Zaia? Si parla di eccellenza del sistema veneto e allora perché ‘bastonare’ uno dei cardini penalizzando i pazienti? I medici di base riscuotono la fiducia dei cittadini perché da loro hanno le risposte immediate. Alla fine si tratta di mettere in pratica quanto stabilito dal Piano sociosanitario, che prevede una diversa organizzazione del sistema che così com’è non può funzionare”.

“A questo proposito – conclude il consigliere polesano – presenterò nel prossimo Consiglio un ordine del giorno che chiede esattamente ciò: la piena applicazione del Piano sociosanitario. Mi auguro che ci sia la condivisione della maggioranza, considerato che il percorso che vede impegnato il Veneto nell’ottenimento di una maggiore autonomia e più ampie competenze comporta l’assunzione di crescenti responsabilità anche nell’ambito della sanità. È un’occasione per passare dalle promesse ai fatti”.




Condividi questo contenuto!

Lascia un commento