Bilancio 2018, il Pd lancia ‘Operazione futuro’: “Un fondo di 49 milioni di euro a sostegno delle famiglie”

Inserito il 5 dicembre 2017 in Primo piano


Un fondo strutturale da 49 milioni per far fronte alle numerose emergenze, dal calo delle nascite alla fuga dei giovani, dall’aumento degli sfratti alle famiglie in povertà.

Schermata 2017-12-05 alle 16.49.28

Operazione futuro a sostegno delle famiglie venete. A lanciarla è il gruppo regionale del Partito Democratico, che ha presentato la propria manovra emendativa al bilancio. “Un fondo strutturale da 49 milioni per far fronte alle numerose emergenze, dal calo delle nascite alla fuga dei giovani, dall’aumento degli sfratti alle famiglie in povertà – ha spiegato il capogruppo Stefano Fracasso – Ai presepi nelle scuole preferiamo quelli viventi, in carne e ossa, dando loro risposte forti con una manovra forte. Abbiamo pensato a un fondo finanziato con una miniaddizionale che interessa il 2% dei contribuenti veneti, 63000 su oltre 2,6 milioni, con un contributo di solidarietà di appena 60 euro al mese. Si tratta di un’aliquota all’1,38% per i redditi oltre i 75mila euro annui. Crediamo sia una priorità per dare futuro a questa Regione, un contributo di solidarietà che è una forma di redistribuzione ed equità”.

ASILI NIDO

“In una regione dove già il calo delle nascite è significativo, l’importo del contributo procapite medio è stato dimezzato, -49,28% dal 2006 a oggi. Con un impegno di due milioni possiamo garantire mille riduzioni delle rette, pari a un contributo medio di duemila euro per figlio”, ha spiegato il vicepresidente del Consiglio Bruno Pigozzo.

BORSE DI STUDIO

“Puntiamo ad allargare la platea dei beneficiari, visto che in Veneto è in aumento la percentuale di idonei che però non ne possono usufruire. Si tratta di adeguare la soglia Ispe, con tre milioni potremmo dare mille borse di studio in più, ampliando notevolmente il numero di studenti beneficiari”, il commento della vicecapogruppo dem Orietta Salemi.

ANZIANI E DISABILI

“Abbiamo circa 27mila posti letto accreditati con 24mila impegnative, significa che tremila anziani nelle case di riposo sono a totale carico delle famiglie. Il nostro obiettivo è aumentare le impegnative di residenzialità portandole a 25mila, più altre mille per la cura domiciliare ad anziani non autosufficienti e disabili, destinando in tutto 23 milioni di euro”, ha detto il consigliere Claudio Sinigaglia.

AFFITTI RESIDENZIALI

“Nel 2015 ci sono stati oltre 4mila sfratti, mentre l’8% dei veneti è in difficoltà nel pagare l’affitto. Da due anni il Fondo affitti (che ammontava a circa 15,5 milioni nel 2010) è stato azzerato, ma è dal 2011 che la Regione non contribuisce – aggiunge Pigozzo – Con uno stanziamento di sei milioni possiamo garantire seimila contributi, con un valore medio di mille euro a famiglia”.

TRASPORTO PUBBLICO LOCALE (TPL)

“Gli studenti devono poter studiare dove desiderano. Abbiamo pensato a destinare delle risorse per ridurre il costo degli abbonamenti del Tpl, misure che già esistono anche in alcune città del Veneto, magari cercando anche accordi con le regioni confinanti. Con tre milioni potremmo avere 30mila riduzioni, con un contributo medio di 100 euro”, dice la consigliera Francesca Zottis.

REDDITO DI INCLUSIONE

“Il primo gennaio entra in vigore il reddito d’inclusione sociale (Rei) – ricorda ancora Sinigaglia – In Veneto abbiamo 100mila famiglie in condizioni di povertà e circa 30mila che utilizzeranno il Rei. La legge dà la facoltà alle Regioni di incrementare il Fondo povertà, con 12 milioni avremmo 10mila contributi integrativi al reddito di inclusione”.

“Con questa manovra – il commento del consigliere Graziano Azzalin – si vede chi è amico di tutti i veneti o solo di alcuni, quelli più ricchi. Zaia e la sua maggioranza erano disposti atassare tutti i veneti con un reddito superiore a 28mila euro (oltre 600mila contribuenti) per garantire 300 milioni a una ditta che altrimenti non sarebbe stata in grado di terminare la Pedemontana. La nostra proposta è decisamente meno impattante per quanto riguarda il prelievo fiscale visto che tocca solo due contribuenti su cento e in maniera molto più lieve di quanto voleva fare Zaia. Li aspettiamo quindi alla prova dei fatti”.

“È una proposta che va nella direzione di una maggiore equità e che ci mette al pari delle altre Regioni. La nostra manovra – conclude Andrea Zanoni – può essere un passo importante per creare un Veneto più giusto”.




Condividi questo contenuto!

Lascia un commento