Azzalin (PD) e Guarda (AMP) in visita con De Castro all’azienda agricola Barduca: “Un’eccellenza veneta che ha vinto la sfida dell’innovazione”

Inserito il 27 novembre 2017 in Primo piano


L’agricoltura ha bisogno di azioni concrete e di una politica attenta, partendo proprio dalle istanze delle aziende e dai loro bisogni.

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Giornata veneta per il vicepresidente della commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo Paolo De Castro, accompagnato dai consiglieri Graziano Azzalin (PD) e Cristina Guarda (Lista AMP) in visita ad alcune aziende del territorio, per ascoltare gli agricoltori e parlare delle novità per il settore con particolare riferimento al Regolamento Omnibus e alla Pac. “L’agricoltura ha bisogno di azioni concrete e di una politica attenta, partendo proprio dalle istanze delle aziende e dai loro bisogni”, affermano i due consiglieri che hanno accompagnato l’ex ministro presso l’azienda agricola Barduca, un’eccellenza veneta, sempre in prima linea per quanto riguarda innovazione, sostenibilità e biologico.

“Un’azienda d’esempio, che ha fatto da precursore precursore in tempi non sospetti, una realtà familiare che ha creduto nel biologico quando era solo un mercato di nicchia, arrivando ottenere tra i primi la certificazione in Veneto. Sono partiti da una coltivazione di mille metri quadri e sono arrivati ad avere circa 55 ettari coltivati a lattughe, leguminose e ortaggi biologici. Hanno saputo puntare sull’innovazione della lavorazione del prodotto da loro coltivato, all’avanguardia nel lavaggio e nel confezionamento con le varie certificazioni del settori. Hanno vinto anche la scommessa della sostenibilità, credendo nella coltivazione biologica che non solo permette un prodotto senza glifosati ma che permette un vero aumento della frazione organica del terreno senza impoverirlo. Senza dimenticare gli investimenti nel fotovoltaico, abbassando la spesa energetica. E i risultati hanno dato ragione tanto da incrementare l’organico a 20 dipendenti stabili e dando loro una prospettiva futura”.

“L’Europa – chiudono Azzalin e Guarda – punta proprio su queste aziende come modelli di eccellenza per lo sviluppo, studiandone le difficoltà e come hanno saputo affrontare i problemi nel tempo, per orientare poi le linee di sviluppo futuro”.




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