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	<title>Graziano Azzalin</title>
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	<description>Più Polesine nel Veneto</description>
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		<title>L&#8217;austerità è di destra: l&#8217;1 giugno a Rovigo con l&#8217;economista Marco Passarella</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 17:29:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Azzalin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Un diverso modello economico per un diverso modello di società. Un tema impegnativo cui la riflessione e l&#8217;azione politica non possono sottrarsi, se vogliono davvero essere utili al Paese. Per questo il primo giugno a Rovigo, con appuntamento alle 18 nella Pescheria Nuova di corso del Popolo, con il gruppo consigliare regionale del Pd abbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un diverso modello economico per un diverso modello di società. Un tema impegnativo cui la riflessione e l&#8217;azione politica non possono sottrarsi, se vogliono davvero essere utili al Paese. Per questo il primo giugno a Rovigo, con appuntamento alle 18 nella Pescheria Nuova di corso del Popolo, con il gruppo consigliare regionale del Pd abbiamo invitato Marco Passarella, ricercatore dell&#8217;università di Leeds in Gran Bretagna. Un invito rivolto doppiamente con piacere, dato che Passarella è un polesano che, purtroppo e a causa dei tagli alle università italiane, è dovuto emigrare.</p>
<p>Questo giovane studioso è autore, assieme a Emiliano Brancaccio, del libro &#8220;L&#8217;austerità è di destra. E sta distruggendo l&#8217;Europa&#8221; che, edito da Il Saggiatore, sta ottenendo un buon successo, non solo in termini di vendite.</p>
<p>Un libro che ha diversi pregi, il primo dei quali è forse la chiarezza con la quale vengono spiegati i fenomeni che hanno portato alla crisi e smontate le tesi liberiste correnti, delineando al tempo stesso una via alternativa, basata da un lato su meccanismi di riequilibrio automatici e dall&#8217;altra sul ritorno dello Stato al ruolo di indirizzo dell&#8217;economia, attraverso la pianificazione (si parla segnatamente delle proposte del Premio Nobel Leontief).<br />
Per maggiori informazioni vi invito a leggere questa interessante intervista sul web magazine Linkiesta:  http://www.linkiesta.it/blogs/keynes-blog/l-austerita-e-di-destra-e-sta-distruggendo-l-europa-intervista-marco-passarella#ixzz1vF52pAMV</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fesr, Azzalin e Pigozzo: “Drammatiche lacune della giunta regionale che non è in grado di fare programmazione e si limita ad interventi spot da dare in pasto ai media. Ora basta”.</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 14:51:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Azzalin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Pesca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[I due consiglieri del Pd unici rappresentanti della Regione oltre ai relatori al seminario ‘Fondi strutturali europei, project bond: creiamo sviluppo’: “Le parole pronunciate pubblicamente da Ruffato, Cancian, Bellati, Prado e Laroni campana a morto per la politica tutta brillantina e nessuna sostanza di Zaia e della sua giunta e campanello d’allarme che deve spronarci ad intervenire prima che sia troppo tardi. La Regione ha programmato un importo inferiore alla metà del Fondo europeo di sviluppo regionale e ne ha messo in pagamento meno del 30%”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">“Facendo nostre le parole dell’onorevole Cancian possiamo dire che in un momento come questo sarebbe criminale perdere i fondi europei. Eppure il Veneto che, fino a due anni era una delle Regioni più virtuose da questo punto di vista, è sull’orlo di un baratro: quanto emerso nel corso del seminario </span><span style="color: #000000;"><em>‘Fondi strutturali europei, project bond: creiamo sviluppo’</em></span><span style="color: #000000;">, conferma quanto sosteniamo da tempo e mette ulteriormente in luce le drammatiche lacune della giunta regionale che non è in grado di fare programmazione e si limita ad interventi spot da dare in pasto ai media. Ma ora è giunto il momento di dire basta”. Non è un giudizio morbido, quello dei consiglieri regionali del Pd </span><span style="color: #000000;"><strong>Graziano Azzalin</strong></span><span style="color: #000000;"> e </span><span style="color: #000000;"><strong>Bruno Pigozzo</strong></span><span style="color: #000000;">, a margine dell’incontro promosso al Centro Vega di Marghera dal presidente del consiglio regionale Clodovaldo Ruffato insieme al presidente della commissione Relazioni internazionale del consiglio regionale Nereo Laroni, all’europarlamentare Antonio Cancian, al segretario generale di Unioncamere Veneto Gian Angelo Bellati ed al responsabile della Direzione generale per le politiche regionali della Commissione europea Raoul Prado.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">I due esponenti democratici, unici rappresentanti della Regione oltre ai due relatori, non sono comunque più drastici nel loro giudizio rispetto agli stessi oratori che si sono succeduti nel corso del seminario. “Le parole pronunciate oggi pubblicamente da Ruffato, Cancian, Bellati, Prado e Laroni – sottolineano Azzalin e Pigozzo &#8211; sono una campana a morto per la politica tutta brillantina e nessuna sostanza di Zaia e della sua giunta e sono un campanello d’allarme che deve spronarci ad intervenire prima che sia troppo tardi. La Regione, infatti, ha programmato un importo inferiore alla metà del Fondo europeo di sviluppo regionale 2007/2013 disponibile e ne ha messo in pagamento meno del 30%. Cifre drammatiche in assoluto e imbarazzanti se raffrontate a quelle delle regioni vicine: con questo la Giunta dimostra di non essere all’altezza del suo compito prioritario, quello di fare una buona programmazione. I fondi strutturali, fra l’altro, non sono da utilizzare a pioggia per tamponare la crisi congiunturale, ma per periodi a medio e lungo termine: occorre un progetto chiaro, una strategia, azioni definite e mirate al risultato. Serve una governance, ma in questo chi avrebbe il compito di guidare il Veneto ha dimostrato di non avere alcuna capacità”. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">“Le azioni ‘di facciata’ – concludono Azzalin e Pigozzo &#8211; sono soldi buttati al vento e, fra l’altro in questo modo si perde di credibilità. Ma possiamo ancora recuperare e bisogna rendere merito a Ruffato e Laroni dell’onestà intellettuale che hanno dimostrato, avendo capito che solo con un impegno trasversale e tempestivo si può rimettere in carreggiata il Veneto. Senza arrivare ad augurarci un commissariamento, condividiamo l’idea dell’apertura di un tavolo di monitoraggio continuo che consenta di intervenire per colmare lacune e ritardi. Il Pd anche in questa occasione sta dimostrando di non voler speculare politicamente su fatti così delicati, ma di essere pronto a dare il proprio contributo responsabile per il bene di tutti i veneti. Il prossimo consiglio di fine mese, nel quale sarà affrontata la questione non deve risolversi in esercizi dialettici, ma produrre proposte concrete. Noi faremo responsabilmente la nostra parte”</span></p>
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		<title>Viaggio in Brasile a spese della Regione, presentata un’interrogazione sul comportamento della Giunta comunale di Porto Viro</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 09:36:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Azzalin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Affondo del consigliere polesano: “Vicenda dai connotati incredibili: la delibera non è mai stata pubblicata, c’è stata totale arbitrarietà nella scelta dei componenti della comitiva e questo in un momento in cui si tagliano i servizi e si impongono sacrifici ai cittadini. E’ grazie a simili atteggiamenti se nella società dilaga la cosiddetta ‘antipolitica’. Tralasciando i possibili profili di illegittimità penale e amministrativa è necessario un condannare anche politicamente il gesto”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Si tratta di una vicenda che ha connotati assolutamente incredibili”: sembra quasi sorpreso il consigliere regionale Graziano Azzalin di fronte a quanto scoperto circa il viaggio in Brasile di una delegazione “ufficiale” del Comune di Porto Viro. “Il tutto è stato prontamente evidenziato dall’opposizione in consiglio comunale della località bassopolesana che, avuta notizia dell’imminente partenza del sindaco per la città gemellata di Veranopolis, ha voluto sollevare la questione dell’opportunità di una spesa da 11.132 euro per la trasferta di una comitiva di dieci persone. Tuttavia, se è già stigmatizzabile una simile scelta in un momento in cui si impone ai cittadini il massimo della tassazione e si operano tagli ai servizi, ancora di più lo è il fatto che la delibera con la quale si sono individuati i componenti della delegazione e nella quale si dovrebbero spiegare i motivi di cooperazione internazionale alla base del viaggio, compresa la tappa a Rio de Janeiro, non sia mai stata pubblicata e, quindi, non ha validità, in quanto la pubblicazione è parte essenziale per la sua efficacia. Una simile irregolarità procedurale, unita all’arbitrarietà del sindaco nell’uso di finanziamenti pubblici è, dunque, un fatto inaccettabile e profondamente grave”.</p>
<p align="LEFT">Proprio per questo il consigliere polesano ha presentato un’interrogazione a risposta immediata nella quale chiede alla Giunta regionale “se in un momento di conclamata difficoltà economica e finanziaria, tale da costringere gli enti locali ad operare tagli pesanti ai servizi essenziali rivolti all’intera cittadinanza, nonché di richiamo alla sobrietà dell’azione politica, ritenga di avallare l’operato del sindaco e della Giunta municipale di Porto Viro che, grazie a finanziamenti regionali, si è permessa di offrire un biglietto aereo per il Brasile a persone scelte in modo del tutto arbitrario e senza seguire i corretti iter procedurali del caso, o se non ritenga, invece, di dover intervenire duramente per stigmatizzare la condotta di pubblici rappresentati e, parallelamente, avviare un giro di vite e controlli serrati sull’utilizzo dei fondi relativi ai gemellaggi”.</p>
<p align="LEFT">Nell’interrogazione, spiega Azzalin, si punta il dito anche contro il fatto che “dei componenti della comitiva solo tre avevano ragioni note tali da giustificare la loro partecipazione, mentre di altri è noto solo che appartengono ai gruppi giovanili del Pdl o sono le fidanzate di altri partecipanti. Comportamenti come questo gettano discredito sull’intera categoria degli amministratori e vanificano il lavoro di chi si impegna e svolge con onestà e responsabilità il proprio compito istituzionale. E’ grazie a simili atteggiamenti se poi nella società dilaga la cosiddetta ‘antipolitica’. Per questo credo che, tralasciando i possibili profili di illegittimità penale e amministrativa, sui quali saranno altri a fare le dovute azioni, sia necessario un intervento di condanna politica dalla vicenda da parte della Regione, che ha di fatto finanziato il tutto”.</p>
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		<title>“Dal premio Città Impresa importanti testimonianze positive: mille persone alle quali dire mille volte grazie, ma senza dimenticare il quadro generale”.</title>
		<link>http://www.grazianoazzalin.it/2012/05/03/premio-citta-impresa-azzalin-e-tiozzo-importanti-testimonianze-positive-mille-persone-alle-quali-dire-mille-volte-grazie-ma-senza-dimenticare-il-quadro-generale/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 13:42:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Azzalin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[I due consiglieri regionali del Pd alla premiazione organizzata alla Fiera di Vicenza nell’ambito della quinta edizione del Festival città impresa “Le Fabbriche delle idee” alla presenza del ministro Passera: “Forse è il caso di mettere in dubbio che l’austerità sia la soluzione alla crisi economica e che offra risposte solo sul piano finanziario, ma non su quello economico e, di riflesso, sociale. Zaia vende ai media il pacco del Patto dello sviluppo, i cui contenuti sono in realtà molto poveri e sul quale sarebbe politicamente onesto aprire una seria riflessione”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Mille idee, mille segnali di speranza, mille persone alle quali dire mille volte grazie: questo forse il vero senso del Premio Città impresa che, in un momento in cui è forte il bisogno di fiducia, presenta una carrellata di esempi positivi, magari poco significativi se presi alla spicciolata, ma di forte impatto se messi insieme, a significare anche l’importanza di fare rete e di unire le forze”. Questo il commento del consigliere regionale veneto del Pd Graziano Azzalin che, insieme al collega Lucio Tiozzo ha partecipato ieri sera alla premiazione organizzata alla Fiera di Vicenza nell’ambito della quinta edizione del <a href="http://www.festivaldellecittaimpresa.it/index.php">Festival città impresa</a> “Le Fabbriche delle idee”, promosso dal mensile Nordesteuropa.it alla quale ha partecipato anche il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera.</p>
<p>“Dalla sanità alla cucina, passando per la moda, l’artigianato e le buone pratiche della pubblica amministrazione – sottolineano Azzalin e Tiozzo – sono stati accesi i riflettori su una porzione della nostra società che non si arrende, che sperimenta, che rende possibile guardare al futuro con ottimismo. Ma, proprio in un momento di festa all’insegna della speranza, nell’ambito di una manifestazione ottimamente organizzata e più che meritoria, è bene sottolineare che il quadro generale, anche nel ricco e felice Nordest, è ormai a tinte fosche. Un sondaggio presentato proprio in queste ore dall’Ordine dei commercialisti di Padova sul Veneto centrale, che si aggiunge ai tanti dati che già sottolineano la gravità della situazione, rivela che il 44% degli imprenditori è convinto che la situazione della propria azienda peggiorerà sensibilmente nei prossimi mesi e che la fine della crisi sia ben lontana. Questo impone al Governo una riflessione più approfondita delle iniziative da mettere in campo, perché la politica fiscale che sta attuando non permette certo una ripresa in tempi rapidi e, anzi, influisce negativamente su domanda, occupazione e investimenti. Forse è il caso di mettere in dubbio che l’austerità sia la soluzione alla crisi economica e che offra risposte solo sul piano finanziario, ma non su quello economico e, di riflesso, sociale”.</p>
<p>I due consiglieri del Pd stigmatizzano il comportamento del presidente Zaia, “e non tanto per il fatto di essere scappato via dopo aver parlato alle telecamere ed aver effettuato il proprio intervento, prima che parlasse il ministro, quanto per il suo vendere ai media il pacco del Patto dello sviluppo, i cui contenuti sono in realtà molto poveri e sul quale sarebbe politicamente onesto aprire una seria riflessione. Visto anche che dal punto di vista dei fondi a disposizione non si aggiunge nulla di nuovo rispetto ai finanziamenti europei ed a quanto stanziato in Bilancio. Certo, le intenzioni sono buone e da condividere, un po’ meno l’uso strumentale e il dare più importanza al contenitore che al contenuto che, tanto per aggiungere un dettaglio, dribbla molte delle questioni concrete sul tappeto, come sottolineato anche dalla segretaria della Cgil Susanna Camusso”.</p>
<p>“Nel gruppo dei mille imprenditori – aggiunge Azzalin – da sottolineare anche la presenza di ben 38 polesani, purtroppo non sufficientemente valorizzati nel corso della premiazione, ma il cui valore va ulteriormente rimarcato. Si pensi alle due realtà altopolesane come la Technical Park o la Parente Fireworks: la prima, azienda leader nel settore della produzione delle giostre, che riceve commesse da tutto il mondo, dagli Stati Uniti all’Arabia passando per Germania e Giappone; la seconda, si è affermata a livello mondiale per innovazione e qualità dei suoi fuochi artificiali, ed ha allestito spettacoli piromusicali perfino in estremo Oriente, culla della pirotecnica, oltre a collaborare per gli eventi inaugurali dei prossimi Mondiali di calcio e delle prossime Olimpiadi”.</p>
<p>Concludendo, Azzalin e Tiozzo, puntano il dito sul fatto che “simbolicamente ad aprire la serata sia stato il trailer del film ‘Io sono Li’ di Andrea Segre, fra i mille premiati, nel quale si narra la storia di un incontro nella città di Chioggia, fra la dimensione globale e quella locale, fra le barriere e i nuovi confini, fra la freddezza del lavoro e il calore dei sentimenti, il tutto sull’asse fra Veneto e Cina. Proprio la Cina è stata il convitato di pietra e se si eccettua la presenza di Marco Lishuang Hu, titolare della catena di ristorazione preferita dal nostro presidente, è stata nominata solo come uno spettro incombente. Un altro aspetto che deve farci riflettere”.</p>
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		<title>Il Primo maggio assume un valore ancora maggiore e unificante di fronte ai problemi che vive il mondo del lavoro:come dice la nostra Costituzione è da queste basi che possiamo ridare speranza ai cittadini e costruire un futuro migliore. Il Patto per lo sviluppo? Ennesimo bluff di Zaia</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 09:37:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Azzalin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Primo maggio è una ricorrenza che oggi assume un valore ancora maggiore. L’attacco in corso ai diritti dei lavoratori e le difficoltà occupazionali che sta attraversando il nostro Paese, rendono questa giornata carica di significati.
E’ bene ribadire che il lavoro è posto dalla Costituzione a fondamento della nostra Repubblica e che, proprio sul lavoro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Primo maggio è una ricorrenza che oggi assume un valore ancora maggiore. L’attacco in corso ai diritti dei lavoratori e le difficoltà occupazionali che sta attraversando il nostro Paese, rendono questa giornata carica di significati.</p>
<p>E’ bene ribadire che il lavoro è posto dalla Costituzione a fondamento della nostra Repubblica e che, proprio sul lavoro, dobbiamo puntare per far sì che l’Italia si possa rialzare. Non è certo con politiche economiche di segno regressivo che si può offrire un futuro ai cittadini. Non è distruggendo i diritti dei lavoratori che si costruisce un domani migliore. Servono prospettive e, soprattutto, speranze. E le speranze, per migliaia e migliaia di disoccupati, precari, cassintegrati, giovani coppie e per chi non ha certezze sul proprio domani, si chiamano proprio lavoro.</p>
<p>Senza voler entrare nel merito di scelte nazionali che costringono i cittadini a stringere ulteriormente la cinghia, non offrendo tuttavia sia ai salariati che ai piccoli imprenditori certezze di un futuro migliore, questa giornata, nonostante la sua storia tanto gloriosa quanto connotata, rappresenta in questo particolare periodo storico un momento davvero unificante.</p>
<p>E’ dal lavoro che dobbiamo ripartire, è sul lavoro che le forse politiche devono trovare convergenze, è sul lavoro che si costruisce un Paese migliore. Il cosiddetto “Patto per lo sviluppo” che la Giunta regionale si appresta a varare non va nella giusta direzione: lanciato propagandisticamente da Zaia si limita a mettere insieme azioni già previste nel Bilancio senza aggiungere nulla di nuovo, accompagnando anzi il tutto con indicazioni sulle quali è forte la nostra contrarietà. Si pensi che manca la previsione di iniziative volte a sostenere una seria ripresa occupazionale, così come sono assenti indicazioni di politica industriale, iniziative di contrasto al lavoro nero e all’usura, un’efficace azione di sostegno al credito e un argine allo strapotere della grande distribuzione che sta affossando il commercio al dettaglio. Parallelamente, si indeboliscono il sistema dei centri per l’impiego e la rete di sostegno ai soggetti deboli, secondo una concezione di distruzione del welfare che non possiamo e non vogliamo accettare. Il tutto è condito da un’affermazione sulla necessità di superare il metodo concertativo delle relazioni sindacali. Il Veneto, sinceramente, ha bisogno di azioni concrete, di interventi radicali e di scelte coraggiose. Tutto questo la maggioranza non è in grado di farlo e si limita alla solita propaganda e a iniziative estemporanee.</p>
<p>In Piazza Matteotti a Rovigo, fra l’altro, si verificherà un evento importante che vedrà i tre sindacati confederali uno a fianco all’altro in una rinnovata unità che, seppur in Polesine mai veramente messa in discussione, rappresenta un segno importante per il futuro. Il concerto organizzato da Cgil, Uil e Cisl insieme a Libera, Emergency e Ridada, sarà intervallato dalle testimonianze dei mille volti che compongono l’universo del lavoro. Per ricordare a tutti noi che solo col lavoro si può costruire un futuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>“Ma di chi è figlio il Piano socio sanitario?”</title>
		<link>http://www.grazianoazzalin.it/2012/04/28/ma-di-chi-e-figlio-il-piano-socio-sanitario/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 15:10:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Azzalin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[“Le dichiarazioni di Mainardi e l’aver costretto alle dimissioni il presidente della conferenza dei sindaci dell’Ulss 19 sono cattiva politica. Il Pd entra nel merito e si confronta con i cittadini non su questioni amministrative ma su servizi e risorse”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Ma di chi è figlio il Piano socio sanitario?”: con questa domanda il consigliere regionale <strong>Graziano Azzalin</strong> ha aperto il suo intervento nel corso dell’incontro che si è tenuto ieri sera nella biblioteca comunale di Porto Viro “<em>La sanità in Polesine non si taglia</em>”, organizzato dal locale circolo Pd ed al quale hanno partecipato anche il componente della V commissione regionale <strong>Bruno Pigozzo</strong> ed il segretario del Pd polesano <strong>Diego Crivellari</strong>. Nel suo accalorato intervento, Azzalin non ha esitato a puntare il dito contro chi fa “dichiarazioni tanto demagogiche quanto prive di senso, come il consigliere Mainardi che ha detto come, secondo lui, una soluzione potrebbe essere l’acquisto da parte dell’Ulss 19 della clinica di Porto Viro: parole sconcertanti sulla bocca di un consigliere regionale. E’ così che si danneggia la politica, altro che Beppe Grillo: la cattiva politica di chi parla con leggerezza di questioni importanti è un danno per tutti. Del resto, la battaglia del consigliere adriese si indirizza prevalentemente contro chi quel Piano lo ha firmato, ovvero l’assessore Coppola che nel documento approdato in V commissione, e poi opportunamente modificato in molte sue parti grazie anche all’impegno del Pd, ci aveva messo la firma. Dovrebbe stare più attenta a cosa sottoscrive o controllare meglio le dichiarazioni pubbliche sue e dei suoi consiglieri di fiducia, altrimenti i cittadini rischiano di non capire. Del resto, non è un caso che gli unici incontri per spiegare concretamente cosa accadrà alla nostra sanità siano stati organizzati dai sindacati e dal Pd”.</p>
<p>Sulla stessa lunghezza d’onda anche Crivellari che, come Azzalin, ha stigmatizzato “il comportamento schizofrenico di Lega e Pdl” e di come certi esponenti politici si abbandonino a logiche proprietarie di gestione della cosa pubblica, come dimostra l’aver costretto Marina Bovolenta a dimettersi dalla conferenza dei sindaci della Ulss 19, una mossa fatta per acquisire un maggior potere senza che questo si traduca in un governo delle cose”.</p>
<p>“Le dimissioni della Bovolenta – chiosa Azzalin – sono l’ultimo atto di un vergognoso attacco che non muove dallo stato delle cose. Perché la domanda alla quale deve rispondere chi ha provocato queste dimissioni è: la conferenza dei sindaci è stata mal diretta? E l’Ulss 19 è mal governata? Il numero delle Ulss, fra l’altro è un falso problema: il tema non sono le questioni amministrative, ma la qualità dei servizi e le risorse che verranno stanziate. E se è vero che in Polesine si è creato un rapporto squilibrato fra pubblico e privato, il privato in sé non va demonizzato, ma in futuro servirà un rigore negli accreditamenti evitando la concorrenza e favorendo la complementarietà. Un punto è da ribadire: nessuno chiuderà gli ospedali di Adria e Porto Viro, casomai saranno organizzati diversamente. Quest’ultimo, in particolare, è una struttura storica, un presidio ospedaliero che fornisce un servizio pubblico ed è in posizione baricentrica rispetto all’area deltizia, che nello Statuto appena approvato è riconosciuta come un’area che merita politiche e attenzioni particolari”.</p>
<p>In merito al Piano, sul quale il moderatore dell’incontro, il coordinatore del circolo di Porto Viro <strong>Thomas Giacon</strong>, ha chiesto puntuali chiarimenti, chiara e precisa è stata la disamina del consigliere Pigozzo, che ha analizzato dal punto di vista oggettivo tutti i punti del documento: i problemi della sanità veneta, “caratterizzata da forte disomogeneità territoriale, dalla crescita dell’esodo dei pazienti verso altre regioni, dal ricorso inappropriato al pronto soccorso per mancanza di risposte diverse, dall’aumento dei tempi delle liste d’attesa, dall’incremento della cronicità, dalla debolezza del sociale, dall’arbitrarietà delle scelte organizzative e gestionali, da scelte effettuate negli ultimi 17 anni solo su logiche clientelari”, l’iter, la proposta della Giunta, le modifiche introdotte dal Pd in commissione, come “le schede di dotazione territoriale, la valutazione dei direttori generali, criteri di trasparenza per gli enti finanziati dal pubblico”, e le questioni ancora aperte sulle quali il Pd darà battaglia in consiglio, primo fra tutti la mancanza delle schede ospedaliere e territoriali.</p>
<p>Fra gli interventi del pubblico anche il saluto dell’assessore alle Politiche sociali del Comune di Porto Viro <strong>Nicola Martinelli</strong> che, pur da una sponda politica diversa, ha riconosciuto la bontà dell’incontro, si è augurato “che anche il Pdl possa organizzare iniziative simili”, ed ha concordato con Azzalin sul fatto che il numero delle “Ulss è un problema amministrativo secondario”, salvo poi stupire i presenti con un’accorata difesa del modello sanitario lombardo, oggetto di numerosi scandali, e di Formigoni che, secondo Marinelli, “è oggetto di inchieste solo per motivi politici”.</p>
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		<title>Interregionalità del Parco del Delta del Po, incontro dei consiglieri regionali del Pd di Veneto ed Emilia Romagna, insieme ai coordinatori provinciali del partito di Ferrara, Rovigo e Ravenna: “Il Pd protagonista di questa sfida”</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 12:48:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Azzalin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Pesca]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Un ponte virtuale fra il Pd di Veneto ed Emilia Romagna per porre le basi dell'interregionalità del Parco del Delta del Po: vertice informale alla presenza del sottosegretario alla presidenza Alfredo Bertelli, fra i capigruppo Laura Puppato e Marco Monari, insieme ai consiglieri regionali Graziano Azzalin, Stefano Fracasso, Mario Mazzotti e Roberto Montanari e ai segretari provinciali di Ferrara, Rovigo e Ravenna Calvano, Crivellari e Pagani per discutere delle iniziative politiche da mettere in atto congiuntamente sul futuro del Delta. Un tema indubbiamente di interesse nazionale che si intreccia con il tema del Po ed il tema dell’Alto Adriatico, sul quale si devono misurare una serie di scelte e sul quale il Pd, non solo a livello locale, deve prendere decisioni forti e univoche]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da anni si attendeva un segnale. E il segnale è arrivato. Forte e chiaro: <a href="http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?id=3077">il Pd ha intenzione di puntare sull’interregionalità del Parco del Delta del Po</a> e di avviare politiche comuni per la sua valorizzazione. Questo quanto emerso dall’incontro informale, ma non per questo meno rilevante, che si è tenuto ieri a Ferrara e che ha visto sedere allo stesso tavolo i consiglieri regionali democratici di Emilia Romagna e Veneto, insieme ai segretari del Pd delle province di Rovigo, Ravenna e Ferrara, per discutere delle iniziative politiche da mettere in atto congiuntamente sul futuro del Delta del Po: “Un tema indubbiamente di interesse nazionale &#8211; è stato detto &#8211; che si intreccia con il tema del Po ed il tema dell’Alto Adriatico, sul quale si devono misurare una serie di scelte e sul quale il Pd, non solo a livello locale, deve prendere decisioni forti e univoche”.</p>
<p>“Si tratta – ha sottolineato la capogruppo Pd in consiglio regionale veneto <strong>Laura Puppato</strong> – di riavviare un percorso arrivato già a buon punto negli anni dal ’90, interrottosi con la cesura politica determinatasi nel ’94. Il Veneto è molto in ritardo, ma la rinnovata attenzione sul tema, insieme alle opportunità che si iniziano a manifestare, sono di buon auspicio. Se avanzeremo insieme possiamo sicuramente fare più strada”.</p>
<p>“In Emilia Romagna – ha rimarcato il capogruppo sull’altra sponda del Po <strong>Marco Monari</strong> &#8211; abbiamo approvato a fine 2011 la legge di riordino del settore parchi, al termine di un cammino non facile. Certo, ci sono situazioni politiche e amministrative non omogenee fra le due regioni, ma quello che colgo con favore è il filo non scontato di ragionamento comune che vede il nostro partito come possibile protagonista di un passo in avanti per quanto riguarda il Parco del Delta del Po”</p>
<p>Il sottosegretario alla presidenza della Regione Emilia Romagna <strong>Alfredo Bertelli</strong>, dopo aver evidenziato l’importanza dell’incontro, ha effettuato una ricognizione del nuovo sistema di governance dei parchi appena entrato in vigore e come “attraverso il Pssr, oltre agli agricoltori, anche i pescatori delle marinerie di Comacchio e Goro hanno potuto concretamente apprezzare i benefici del Parco. E, da un punto di vista dei fondi europei, le ricadute di un parco interregionale possono essere ancora maggiori, tanto per le politiche ambientali e di sviluppo del turismo, quanto per quelle legate al settore primario”.</p>
<p>Secondo il consigliere polesano <strong>Graziano Azzalin</strong>, principale promotore dell’incontro, “anche in questo momento di crisi, una serie di indicatori concreti testimoniano quanto siano ampie le potenzialità di sviluppo del Parco. Ma per poterle sfruttare servono una forte volontà politica e scelte chiare e decise. Non si tratta di andare a caccia di finanziamenti quanto di offrire una prospettiva. E la strada, che sul versante veneto appare particolarmente in salita, ma che la necessità di riordino delle norme in materia rende praticabile, è quella dell’interregionalità e dell’allargamento dei confini”.</p>
<p>E se il vicepresidente della commissione Ambiente del consiglio regionale veneto <strong>Stefano Fracasso</strong> ha stigmatizzato “le evidenti differenze di approccio al tema dei Parchi ed il gap accumulato dal Veneto”, il consigliere regionale ravennate <strong>Mario Mazzotti</strong> ha posto l’attenzione sulle differenze fra parco interregionale e parco nazionale, mentre il consigliere ferrarese, componente della direzione nazionale del partito,<strong>Roberto Montanari</strong> ha rimarcato la necessità “di non dimenticarsi mai delle caratteristiche del Delta: il tutto deve essere fatto in modo che non vi siano imposizioni, perché può funzionare solo nella misura in cui si trovano adesioni ad un progetto culturale ed economico convincente”.</p>
<p>Il segretario provinciale del Pd di Ravenna <strong>Alberto Pagani</strong> ha poi posto l’accento su come “un Parco più forte può produrre valore aggiunto non solo dal punto di vista turistico, ma anche della produzione agroalimentare. Tuttavia, il percorso corretto è individuare prima un punto di arrivo e poi modulare gli strumenti burocratici, non certo l’opposto”.</p>
<p>Il segretario ferrarese <strong>Paolo Calvano</strong>, dal canto suo, non ha nascosto le difficoltà: “Esistono forti resistenze, perché ogni ipotesi di allargamento viene vista sempre come un attacco. Il proporre l’interregionalità, in un momento in cui è forte la tendenza a chiudersi ancora di più, è un segno forte e positivo, ma apre un problema di dialogo fra sensibilità diverse”.</p>
<p>“Il quadro politico sul versante veneto – ha concluso il segretario polesano <strong>Diego Crivellari</strong> – non è certo favorevole. Come non sono favorevoli le condizioni di sviluppo turistico del Polesine, che sconta un ritardo storico e rischia di essere il vaso di coccio. Ma per noi è l’ultima occasione: per questo, la consapevolezza di un intervento deciso e in tempi rapidi è forte nel Pd”.</p>
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		<title>“Nilde. Una donna della Repubblica”, un appuntamento che è molto più di una semplice rappresentazione teatrale</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 16:17:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Azzalin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[L’appuntamento che si terrà domani sera (mercoledì 24 aprile) alle 21 al Cinema Teatro Politeama di Adria è molto di più di una rappresentazione teatrale. Perché “Nilde. Una donna della Repubblica”, di e con Monica Morini, voce recitante, Claudia Castellani al pianoforte e per la regia di Bernardino Bonzani, promosso dalla Conferenza provinciale delle donne democratiche di Rovigo, ci spingerà a guardare, attraverso la vita di Nilde Iotti, alla nostra storia, per trovare la forza di rivendicare con orgoglio idee e valori che hanno caratterizzato il nostro passato e che ci devono guidare verso il futuro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’appuntamento che si terrà domani sera (mercoledì 24 aprile) alle 21 al Cinema Teatro Politeama di Adria è molto di più di una rappresentazione teatrale. Perché “Nilde. Una donna della Repubblica”, di e con Monica Morini, voce recitante, Claudia Castellani al pianoforte e per la regia di Bernardino Bonzani, promosso dalla Conferenza provinciale delle donne democratiche di Rovigo, ci spingerà a guardare, attraverso la vita di Nilde Iotti, alla nostra storia, per trovare la forza di rivendicare con orgoglio idee e valori che hanno caratterizzato il nostro passato e che ci devono guidare verso il futuro.</p>
<p>Non si tratta, tuttavia, di un semplice soffermarsi a sulla figura di una grande donna che, indubbiamente, ha contribuito in modo significativo a porre le basi della nostra Repubblica, di un nostalgico voltarsi indietro e santificare una persona ormai scomparsa, bensì il capire come l’azione della politica, della buona politica, sia la spina dorsale di un Paese che vuole camminare verso il futuro.</p>
<p>Ancor più in un momento in cui un’esponente della destra italiana blatera sciocchezze sulla Iotti, sulle quali non merita nemmeno soffermarsi vista la loro enorme idiozia, e in cui in un liceo di Roma un partigiano viene contestato da un drappello di studentelli ignoranti, è necessario riaffermare il valore della Resistenza, momento fondante della Repubblica italiana. E Nilde Iotti, staffetta partigiana, è uno dei tanti volti che hanno permesso all’Italia di riscattarsi da un passato nefasto. Il ruolo delle donne nella Liberazione è stato prezioso e forse non debitamente sottolineato. L’appuntamento di Adria servirà anche a questo. A capire come l’impegno di ognuno possa essere una leva fondamentale per far rialzare un Paese e per indicargli una strada nuova. Anche oggi dobbiamo cancellare un ventennio di malgoverno delle destre, di diseducazione istituzionale, di cattiva politica. Il Pd deve saper fare autocritica per quanto non è riuscito a fare e iniziare a rimboccarsi le maniche per offrire agli italiani un’alternativa. Che esiste e che va coltivata.</p>
<p>Nilde Iotti è proprio il simbolo di un’Italia che non si arrende, che combatte le ingiustizie e le disuguaglianze, che lotta per un futuro migliore, che ha scritto, onorato e difeso la Costituzione. Un esempio di onestà, di impegno civile, di servizio istituzionale e di dedizione alla politica, che dobbiamo sempre tenere davanti ai nostri occhi, perché il suo insegnamento ci deve essere di insegnamento e di guida.</p>
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		<title>“Fusioni e unioni dei Comuni non sono annullamento delle identità, ma valorizzazione grazie a una gestione più razionale che si traduce in servizi migliori e più numerosi”</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 09:48:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Azzalin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[A Fiesso un incontro sull'Unione di Comuni. In consiglio regionale, il varo della  la legge di disciplina dell'esercizio associato di funzioni e servizi comunali: una prospettiva coerente con lo Statuto appena promulgato]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Unioni dei Comuni: obbligo di legge o scelta strategica?”: una domanda a prima vista ostica, ma che ha dato vita ad un dibattito vivace, tanto che l’incontro di ieri sera a Fiesso si è prolungato oltre la mezzanotte, a testimonianza dell’interesse suscitato. A discutere del tema, moderati dal coordinatore del locale circolo Pd Luigino Boarin, il Direttore Generale dell’Unione dei Comuni Terre di Pianura (costituita dai Comuni bolognesi di Baricella, Budrio, Granarolo dell’Emilia e Minerbio) Michele Gentilini, la consigliera regionale del Pd dell’Emilia Romagna, Paola Marani, e il suo omologo veneto, Graziano Azzalin.</p>
<p>Dopo un’articolata descrizione dell’organizzazione amministrativa e dei servizi dell’Unione Terre di Pianura da parte di Gentilini, il sindaco di Fiesso Luigia Modonesi ha illustrato le prime tappe del cammino di gestione associata dei servizi avviato dal suo Comune, insieme a quelli di Ficarolo, Gaiba, Stienta e Canaro, per quanto riguarda la viabilità, e con Occhiobello, Stienta e Pincara per quanto invece attiene alla polizia municipale. “Queste convenzioni sono state avviate prescindendo dagli obblighi normativi – ha spiegato Modonesi – un primo passo su un cammino di collaborazione per cercare di offrire servizi e risposte migliori a costi minori”.</p>
<p>Paola Marani ha esordito ricordando che “con il riassetto istituzionale che seguirà l’eliminazione delle Province, i Comuni dovranno assumere nuove funzioni e dovranno strutturarsi in modo più solido. Le nuove norme obbligano i Comuni sotto i cinquemila abitanti ad associare le funzioni, ma come giustamente si chiede nel titolo di questa serata, è più un’opportunità che un obbligo. E’ la fusione, tuttavia, che rappresenta il percorso più interessante dal punto di vista della prospettiva”.</p>
<p>Azzalin, dal canto suo, ha messo in luce come proprio l&#8217;indomani il consiglio regionale avrebbe approvato proprio la legge di disciplina dell&#8217;esercizio associato di funzioni e servizi comunali: “E’ positivo che si introduca un meccanismo di incentivazione per le forme associate, il problema è che le risorse destinate a questo sono ancora troppo poche. Il dispositivo con il quale si introducono premialità maggiori per le fusioni, tuttavia, lo ritengo molto importante, perché è quella la scelta strategica che deve essere sostenuta con maggiore convinzione, coerente con lo Statuto della Regione, appena promulgato. E lo dico da donadese: pur consapevole che ogni situazione fa storia a sé, la fusione che ha dato vita a Porto Viro è stata in grado di liberare energie e risorse facendo crescere il nuovo Comune unico molto più rapidamente delle realtà limitrofe. A chi teme la perdita di identità, ricordo che le comunità rimangono e, anzi, ne escono rafforzate, dato che una gestione più efficiente permette risparmi che si traducono in servizi migliori e più numerosi. E questo in una fase di crisi generalizzata, non è poco. Fusioni e unioni, dunque, non sono annullamento delle identità, ma valorizzazione”.</p>
<p>Nel corso del dibattito successivo sono intervenuti, fra gli altri, i sindaci di Canaro, Nicola Garbellini, e Stienta, Fabrizio Fenzi.</p>
<p><strong><em>Questo il testo della nuova legge approvata dal consiglio regionale sull&#8217;esercizio associato di funzioni e servizi: <a href="http://www.grazianoazzalin.it/2012/04/17/fusioni-e-unioni-dei-comuni-non-sono-annullamento-delle-identita-ma-valorizzazione-attraverso-grazie-a-una-gestione-piu-razionale-che-si-traduce-in-servizi-migliori-e-piu-numerosi/dlcr-2012-disciplina-servizi-associati/" rel="attachment wp-att-4145">DLCR 2012 DISCIPLINA SERVIZI ASSOCIATI</a></em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sanità, basta con la demagogia: il problema non è il numero delle Ulss ma il futuro di ospedali e servizi</title>
		<link>http://www.grazianoazzalin.it/2012/04/16/basta-con-la-demagogia-il-problema-non-e-il-numero-delle-ulss-ma-il-futuro-di-ospedali-e-servizi/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 12:19:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Azzalin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Invece di gettare fumo negli occhi ai cittadini, Lega e Pdl affrontino le vere questioni: il numero delle Ulss non è una priorità, la priorità è capire quali saranno le risorse a disposizione del Polesine e quale sarà l’offerta sanitaria sul territorio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">“Basta con la demagogia ed i giochetti: sulla sanità non si scherza”. E’ un affondo duro quello del consigliere regionale del Pd Graziano Azzalin, che interviene “per fare un po’ di chiarezza su un tema delicato, ma sul quale le recenti dichiarazioni in leggerezza degli esponenti polesani di Lega e Pdl hanno sollevato un polverone, servito solo a confondere le idee ai cittadini. Una Ulss, due Ulss, una Ulss e mezzo, la Ulss del mare: questa filastrocca serve solo per evitare di parlare di cosa accadrà alla sanità veneta. Il punto centrale è come il Piano socio sanitario regionale cambierà il futuro dei servizi, il resto sono chiacchiere sollevate da chi ha difficoltà a sostenere l’azione della propria Giunta. Perché è inutile girarci intorno: il Pssr, che per il Pd contiene incognite e nodi irrisolti, tanto che in commissione si è astenuto, porta in calce la firma dell’assessore Coppola”.</span></p>
<p><span>“Il Piano – spiega l’esponente democratico – ha una finalità nobile: mettere fine all’anarchia nel settore sanitario voluta da Pdl e Lega per poter agire sulla base di logiche estemporanee, localistiche e clientelari. E, al tempo stesso, garantire efficienza ed equità in vista dei pesantissimi tagli previsti, che nel prossimo triennio ammonteranno a circa 850 milioni. Tuttavia, solo quando la Giunta metterà nero su bianco </span>le schede ospedaliere e le schede di dotazione territoriale, chieste a gran voce dal Pd, si capirà come i principi generali si tradurranno in concreto sul territorio. Ovvero, quale sarà il futuro di ospedali e servizi. Ma su questo Lega e Pdl tacciono. La mia posizione è sempre stata la stessa: il numero e i confini delle Ulss non sono una priorità, la priorità è capire quali saranno le risorse a disposizione del Polesine e quale sarà l’offerta sanitaria sul territorio. Se per mantenere più specialità attive nei nostri ospedali, più medici a disposizione dei nostri cittadini, una maggiore articolazione di strutture locali, serve una Ulss unica, ben venga. Se, al contrario, accorpando le Ulss si dovessero perdere servizi e risorse, ci batteremo perché ciò non avvenga. Ma è una questione che si potrà affrontare solo quando verranno messe tutte le carte in tavola”.</p>
<p>“Capisco l’imbarazzo di assessori e consiglieri regionali di maggioranza &#8211; conclude Azzalin – di fronte a una situazione che si preannuncia non facile per il Polesine, viste le incognite che riguardano il San Luca, l’ospedale di Adria e quello di Porto Viro. Fra l’altro, siamo alla vigilia delle elezioni amministrative e, proprio per questo, la maggioranza ha deciso di rinviare le vere decisioni. Perché non si vota solo a Trecenta, ma, per esempio, anche a Verona, dove gli ospedali a rischio sono più d’uno. Piuttosto che del ridisegno delle Ulss, tema sollevato da Zaia per confondere le acque, con buona pace della Lega di Adria e del consigliere Mainardi, si parli delle schede ospedaliere e delle schede territoriali che diranno quale sarà il futuro di strutture e servizi. E’ questo il vero tema, del quale bisognerebbe parlare con serietà e responsabilità. Qualcuno però preferisce nascondersi dietro falsi problemi e gettare fumo negli occhi ai cittadini per guadagnare tempo”.</p>
]]></content:encoded>
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