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	<title>Graziano Azzalin</title>
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	<description>Più Polesine nel Veneto</description>
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		<title>“La bocciatura della proposta di bilancio della Giunta dimostra che non c’è più una maggioranza”</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 23:31:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Azzalin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Il vicepresidente della commissione Agricoltura commenta quanto avvenuto nell’ultima seduta, nel corso della quale grazie agli emendamenti presentati sono stati affossati gli articoli 4, 5 e 6 riguardanti Veneto Agricoltura e l’articolo 7 sui consorzi di bonifica, nonché l’affossamento delle proposte dell’assessore Stival sulla caccia e la modifica dell’articolo che riguarda Avepa: “Scoperto il bluff di chi parla di abolizione di tasse e nascostamente faceva sì che i tributi per i consorziati fossero destinati a crescere e che tornassero a pagare anche gli urbani”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Le conclusioni che si possono trarre da quanto accaduto nell’ultima seduta della IV commissione consiliare, con lo stralcio di ben quattro norme della Finanziaria proposta dalla giunta, sono sia di tipo tecnico che politico”. Il vicepresidente della commissione regionale Agricoltura Graziano Azzalin, che insieme al collega del Pd Sergio Reolon è stato il relatore degli emendamenti che hanno prodotto lo sfaldamento della maggioranza, commenta così la bocciatura della proposta originale per quanto riguarda gli articoli 4, 5 e 6 riguardanti Veneto Agricoltura e l’articolo 7 sui consorzi di bonifica, nonché l’affossamento delle proposte dell’assessore Daniele Stival sulla caccia e la modifica dell’articolo che riguarda Avepa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Dal punto di vista tecnico – sottolinea Azzalin – è emersa la superficialità delle proposte riguardanti due aspetti fondamentali come quello legato alla riorganizzazione di Veneto Agricoltura e quello sul funzionamento dei consorzi di bonifica. Su Veneto Agricoltura, di fronte alle carenze della proposta di Manzato, assente in commissione, il Pdl si è trovato d’accordo insieme a Idv, Ucd e Fds sulla mia proposta di emendamento con la quale si impegna la giunta a presentare una proposta organica di riforma di un ente fondamentale per il mondo agricolo veneto, che deve assolutamente essere rioganizzato ed al tempo stesso deve veder riconosciuto il suo ruolo di ente di sperimentazione. Sui consorzi, invece, è venuto allo scoperto il tentativo di aggirare la legge 12/2009 di riforma della bonifica, una legge frutto della fretta e della demagogia preelettorale, alla quale la Regione, che si era assunta l’onere di colmare il vuoto derivante dai minori introiti per l’esclusione sacrosanta dei contribuenti già tassati dal servizio idrico, i cosiddetti ‘urbani’, non ha tenuto fede mettendo in crisi il sistema stesso delle bonifiche. La maggioranza, che tanto si è fatta bella parlando di abolizione di tasse, nascostamente faceva sì che i tributi per i consorziati fossero destinati a crescere e che tornassero a pagare anche gli urbani. Anche su questo il bluff della Lega non ha trovato la complicità del Pdl che ha sposato la nostra posizione di una revisione della normativa regionale sul settore al di fuori della Finanziaria ed ha costretto gli stessi consiglieri del Carroccio all’astensione per evitare di fare la figura di chi propugna nuove tasse. Abbiamo così evitato che i cittadini vengano ulteriormente presi in giro e, soprattutto, fatto in modo che venga tutelato il fondamentale servizio svolto dai consorzi, primo baluardo della difesa idrogeologica dei nostri territori”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il consigliere polesano affronta poi gli aspetti politici della vicenda: “Volendo tirare le conclusioni, si potrebbe dire che non esiste più una maggioranza in Regione e che fra i partiti e nei partiti che dovrebbero sostenere la giunta ormai sia guerra aperta. Questo è un aspetto che non va sottaciuto, perché visto che il governatore Zaia è sempre in prima fila di fronte alle telecamere per lanciare nuovi spot su ‘prima i veneti’, farebbe bene anche a spiegare ai veneti perché non è più in grado di far passare le proprie proposte. E non sarebbe male nemmeno che si confrontasse con il consiglio regionale che resta l’organo fondamentale di confronto politico”.</p>
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		<title>Crisi della cantieristica, la politica deve far quadrato. Quasi 700 posti di lavoro a rischio, con contraccolpi economici e sociali inimmaginabili”</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 13:24:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Azzalin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Trasporti]]></category>

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		<description><![CDATA[Se è vero che tutti i poli della cantieristica italiani sono in  profonda difficoltà, è vero anche che tutti cercano vie d’uscita: la Regione deve fare forti pressioni al Governo perché non lasci morire un settore d’eccellenza, attivandosi sul fronte delle commesse, del credito e della riorganizzazione dei distretti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il consigliere regionale del Pd Graziano Azzalin è intervenuto ieri sera al consiglio comunale aperto di Porto Viro, richiesto dall’opposizione, per fare il punto sull’emergenza della cantieristica navale, visto il lungo momento di inattività e stallo che stanno vivendo i Cantieri navali Visentini, azienda che ha 55 dipendenti diretti, ma una rete di commesse e subappalti che offre lavoro ad altri 600 operai circa, configurandosi di fatto come la più importante realtà produttiva della provincia di Rovigo dopo il fallimento della Bassano Grimeca. “Il consiglio comunale aperto di questa sera non offrirà certo risposte immediate per risolvere la crisi della cantieristica navale di Porto Viro, ma almeno rompe la cortina di silenzio e fa emergere come la politica non si rassegni a subire passivamente quanto sta accadendo, ma sia pronta a far quadrato insieme a tutti i portatori di interesse ed a rimboccarsi le maniche, mettendosi in prima fila nella ricerca di possibili soluzioni al fianco dei lavoratori”, ha detto Azzalin unico rappresentante istituzionale della Regione vista l’inattesa assenza dell’assessore all’Economia e Isi Coppola, che fra l’altro è proprio di Porto Viro.</p>
<p>A portare il saluto della Giunta è stata Paola Fusetti, della Direzione regionale Lavoro. Alla seduta hanno preso parte numerosi lavoratori, la presidente della Provincia Tiziana Virgili, i rappresentanti dei Comuni dell’area del Delta (il sindaco di Adria Massimo Barbujani, il sindaco di Loreo Bartolomeo Amidei, il sindaco di Rosolina Franco Vitale insieme all’assessore al lavoro Giovanni Crivellari, il vicesindaco di Porto Tolle Massimino Zaninello), i rappresentanti sindacali, i segretari provinciali di Sel e Fds. Pesante l’assenza dei rappresentanti della proprietà ai quali si chiede di chiarire numerosi interrogativi sul futuro dell’azienda.</p>
<p>“Quello dei cantieri navali è un patrimonio che non possiamo permetterci di disperdere – ha sottolineato Azzalin, che in tal senso ha firmato anche un’interrogazione presentata dal collega Pettenò – Oltre a un’attività industriale fondamentale per il nostro territorio, l’unica fra le tante che forse risponde veramente a una vocazione del Delta e ad un suo possibile sviluppo futuro, stiamo parlando di quasi 700 posti di lavoro a rischio, con possibili contraccolpi economici e sociali inimmaginabili per il Polesine e per il Veneto. Non ci dobbiamo rassegnare: se è vero che tutti i poli della cantieristica italiani sono in profonda difficoltà, è vero anche che tutti cercano vie d’uscita. Che non possono essere trovate senza un forte sostegno dello Stato. Per questo, la Regione deve esercitare forti pressioni al Governo perché non lasci morire un settore d’eccellenza, attivandosi sul fronte delle commesse, del credito e della riorganizzazione dei distretti. Il primo passo può essere proprio quello di inserire la cantieristica polesana nel distretto dell’Alto Adriatico, in un’ottica di gestione comune della crisi che sta vivendo anche Fincantieri”.</p>
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		<title>Si intervenga al più presto per sbloccare le bocche a mare del Porto di Pila</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 13:54:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Azzalin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[Bonifica]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Opere pubbliche]]></category>
		<category><![CDATA[Pesca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Delta ed i pescatori sono figli di un Dio minore. A fronte di una situazione di emergenza, la burocrazia e le verifiche tecniche non possono essere d’ostacolo alla necessaria rapidità d’azione. Ma Zaia pensa solo ai trasgressori delle quote latte]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>“Ogni giornata persa di pesca vuol dire migliaia di euro persi, questo dovrebbe tenuto presente da chi deve intervenire per sbloccare la bocca a mare del porto di Pila. Perché i soldi per intervenire ci sono e le pratiche sono già state avviate, ma vanno troppo a rilento”. La sollecitazione arriva dal vicepresidente della commissione regionale Agricoltura Graziano Azzalin che, per chiarire la situazione, ricorre a un paragone: “Se una frana blocca una strada regionale di montagna, si fa di tutto per intervenire nel giro di poche ore per ripristinare la viabilità, nel caso delle bocche a mare, invece, si lasciano passare toppo tempo e questo è inaccettabile. A fronte di una situazione di emergenza, la burocrazia e le verifiche tecniche non possono essere d’ostacolo alla necessaria rapidità d’intervento”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo il consigliere polesano “i pescatori sono sempre considerati figli di un Dio minore, si pensi che, proprio mentre difficoltà sempre maggiori colpiscono il settore, l’Unione europea non considera le specificità dell’Altto Adriatico e si è attivata l’Unità di crisi, il governatore Zaia che, scortato da Bossi, ha incontrato Monti per discutere dello Statuto veneto, ha pensato bene di mettere sul tavolo solo un’altra questione, quella delle quote latte. Insomma, ancora una volta la Lega si schiera in difesa del manipolo di agricoltori che hanno trasgredito le regole, dimenticandosi di tutti gli altri che sono alle prese con difficoltà sempre crescenti”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tornando al tema della messa in sicurezza delle bocche a mare, Azzalin sottolinea come “oltre all’intervento urgente per sbloccare la situazione, la Regione deve sboccare anche l’iter per i lavori di definitiva messa in sicurezza, per far sì che il problema venga risolto una volta per tutte. Alla fine i risparmi si fanno anche con investimenti lungimiranti. Fra l’altro, proprio su questo, c’è un progetto che giace in un cassetto da cinque anni e i soldi per il primo stralcio ci sarebbero anche. Invece è tutto fermo. Dispiace dirlo, ma la Regione continua ad avere una scarsa considerazione per le problematiche del Delta. Si pensi anche al giro di vite sulla bonifica che, per il territorio bassopolesano vuol dire mettere a rischio l’esistenza delle lagune. Altro che vivificazione…”.</p>
<p>Rovigo, 10 febbraio 2012</p>
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		<title>Acquisto del palazzo ex Grandi Stazioni, forse è arrivato il momento in cui si levano le ragnatele dagli angoli più bui</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 13:49:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Azzalin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ bene che, mentre la magistratura continuerà a svolgere il proprio lavoro, anche la politica sappia andare a fondo alla questione per eliminare dubbi e sospetti che ancora permangono. Io attendo ancora risposta a un'interrogazione presentata addirittura il 6 luglio del 2010 che giace in un cassetto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La richiesta di istituire una commissione d’inchiesta sull’acquisto del palazzo ex Grandi Stazioni da parte della Regione può davvero farci capire se, finalmente, siamo arrivati a un momento storico in cui si levano le ragnatele dagli angoli più bui. Mi auguro che la politica si dimostri in grado di affrontare una questione che ha più di un aspetto da chiarire e sulla quale fra l’altro ho presentato insieme ai colleghi Bortoli e Ruzzante un’<a href="http://www.consiglioveneto.it/crvportal/pageContainer.jsp?n=56&amp;c=3&amp;p=56&amp;e=60&amp;t=0&amp;key=2459">interrogazione a risposta urgente addirittura il 6 luglio del 2010</a>.</p>
<p>Nell’interrogazione si chiedeva, in particolare, al presidente della Giunta regionale se fosse al corrente della vicenda, se non ritenesse opportuno promuovere un’attenta ricognizione delle partecipazioni regionali nelle società di capitali, con l’obiettivo di verificarne l’attività e i risultati economici, se, per ovvie ragioni di opportunità, non ritenesse di dover promuovere la revoca degli incarichi assegnati a Gian Michele Gambato, in attesa degli esiti delle indagini avviate dalle Procure della Repubblica di Roma e Venezia che, riguardo alle vicende in questione, ipotizzano i reati di truffa e concussione e        quali azioni intendesse intraprendere per tutelare nome, beni, attività e servizi delle società partecipate dalla Regione Veneto.</p>
<p>Purtroppo fino ad oggi non è arrivata alcuna risposta, segno che forse a qualcuno è mancato il coraggio per affrontare una vicenda decisamente delicata e si è preferito fare come gli struzzi in attesa che le indagini andassero avanti. Ora è bene che, mentre la magistratura continuerà a svolgere il proprio lavoro, anche la politica sappia andare a fondo per dissipare al più presto i dubbi e i pesanti sospetti che ancora permangono e che, invece, non possono permanere, tanto più in un momento come quello che stiamo vivendo oggi e nel quale, infatti, stanno cadendo numerosi tabù. La trasparenza e la responsabilità sono imprescindibili.</p>
<p>La vicenda è nota negli aspetti “esteriori” ed è ripercorsa nel testo dell’interrogazione: nel maggio 2009 Grandi Stazioni Spa, società del gruppo Ferrovie dello Stato, ha venduto alla Regione Veneto per circa 70 milioni di euro l’immobile denominato “ex palazzo Compartimentale”. L’edificio è stato adibito a sede di Uffici amministrativi e Direzioni della Regione Veneto. La transazione in questione è avvenuta attraverso una società denominata Emmegi Consulting Srl di cui era amministratore unico Gian Michele Gambato. Come si evince da numerosi articoli pubblicati, Emmegi Consulting avrebbe fatturato 1,6 milioni di euro come compenso di due consulenze relative all’affitto e alla successiva vendita dell’edificio. Nel dettaglio, si tratta di 528 milioni di lire per l’assistenza alla locazione fatturati nel 2001 e di 1,3 milioni di euro per l’assistenza alla vendita fatturati nel 2007, a seguito della stipula del contratto preliminare. Grandi Stazioni ha presentato alla Procura della Repubblica di Roma una denuncia per truffa aggravata e occultamento di documenti in riferimento ai pagamenti relativi alla vendita, contestando “le condotte poste in essere da ex amministratori e dirigenti della società e dal legale rappresentante della società affidataria di un incarico finalizzato alla stipula di un contratto di locazione e successiva vendita”. Numerosi articoli di stampa riportano la notizia dell’apertura di un’analoga inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Venezia che, riguardo a locazione e vendita dell’ex palazzo compartimentale delle F.S., ipotizza il reato di concussione. Gian Michele Gambato, presidente di Unindustria Rovigo, al momento della presentazione dell’interrogazione ricopriva le seguenti cariche in società controllate o partecipate dalla Regione Veneto attraverso la società finanziaria Veneto Sviluppo Spa: presidente del CdA di Sistemi Territoriali Spa; presidente del CdA della società Attiva Spa (ex Cosecon Spa) con sede a Bagnoli di Sopra, in provincia di Padova; componente del CdA di Interporto di Rovigo Spa, società partecipata per il 33% da Veneto Sviluppo; presidente del CdA di Veneto Logistica Srl, società partecipata per il 55% da Sistemi Territoriali Spa; presidente di Nord Est Logistica, società controllata da Sistemi Territoriali Spa; consigliere delegato di AspoLogistica, altra società controllata da Sistemi Territoriali Spa; componente del CdA di Interporto di Venezia Spa.</p>
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		<title>Foresta del Cansiglio e Veneto Agricoltura, grave superficialità da parte della Giunta</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 15:18:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Azzalin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Qual è il disegno complessivo su Veneto Agricoltura? Si pensi alle funzioni e non solo ai costi: chiediamo lo stralcio delle norme contenute in Finanziaria. E sull’ente strumentale un’interrogazione per far luce sulle contraddizioni legate alla pubblicazione di una nuova rivista patinata]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>“Non è accettabile che si speculi sulla foresta del Cansiglio, uno dei luoghi principali dell’identità veneta che deve anzi essere valorizzato”. Questo il messaggio lanciato dal consiglio regionale che oggi ha approvato all’unanimità una mozione presentata dal Pd, prima firma Laura Puppato, poi riscritta dalla conferenza dei capigruppo, con la quale si impegna la Giunta “ad attuare con urgenza l’art. 75 della L.R. 11/2010 ‘Contributo per un piano di valorizzaizone e salvaguardia dell’area del Cansiglio’ istituendo un tavolo che coinvolga enti locali, Veneto Agricoltura, comunità scientifiche, associazioni, ed organizzazioni culturali, ambientaliste e sociali interessati dalla comunità locale, in particolare al fine di predisporre la carta dei principi di salvaguardia e valorizzazione del Cansiglio; a considerare necessario il passaggio preventivo in consiglio regionale anche al solo fine di cedere parti del Cansiglio e ad avviare la procedura per il riconoscimento della Foresta del Cansiglio da parte dell’Unesco quale Patrimonio Culturale dell’Umanità”.</p>
<p>Nel dibattito è intervenuto anche il consigliere polesano Azzalin: “E’ grave la superficialità della Giunta, che tratta con scarsa considerazione un bene inalienabile, la cui preservazione non deve consistere nella semplice conservazione, ma in un’opera di cura, tutela e valorizzazione come patrimonio storico e culturale, oltre che ambientale”. Il vicepresidente della commissione Agricoltura ha poi stigmatizzato l’assenza in aula dell’assessore Manzato: “Sarebbe auspicabile che, aldilà degli impegni, il consiglio avesse un interlocutore per confrontarsi nel merito: fin da ora annuncio che, se l’assessore non sarà presente in commissione, il Pd non parteciperà ai lavori”.</p>
<p>Azzalin ha poi affrontato il tema Veneto Agricoltura, “vero nodo di tutta la vicenda: se il ragionamento complessivo muove solo da ragioni economiche, si va poco lontano. Le proposte della Giunta, infatti, non considerano ruoli e funzioni degli enti strumentali ma solo i costi. Così, ancora una volta, chiediamo quale sia il disegno complessivo di riorganizzazione, anche alla luce delle insensate proposte contenute in Finanziaria. Che senso ha dire che Veneto Agricoltura deve fare ricerca e sperimentazione se poi si taglia la divulgazione? E’ con questo spirito che proponiamo lo stralcio delle norme poste in Finanziaria ed una loro riscrittura organca”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Proprio su questo tema, fra l’altro, Azzalin insieme ai colleghi del Pd Puppato e Ruzzante, ha presentato un’interrogazione con la quale si chiede alla Giunta “se ritiene che la decisione di investire 100mila euro per una rivista trimestrale di 16 pagine full color in carta patinata, con tiratura di 80.000 copie, sottraendo risorse ad altre possibili voci di spesa, nell’epoca della rivoluzione digitale, sia coerente con l’affermata volontà di razionalizzare rivedere le funzioni di Veneto Agricoltura, ente al quale con una mano si sottraggono competenze quali, fra le altre, proprio quelle per le pubblicazioni stampa ed attività di informazione, come previsto in Finanziaria, e con l’altra, la DGR 29 dicembre 2011 n. 2472, si affida la realizzazione in house del Programma di informazione, divulgazione e comunicazione a supporto del PSR”.</p>
<p>Venezia, 9 febbraio 2012</p>
<p>(foto <a href="http://naiadephotography.blogspot.com/">http://naiadephotography.blogspot.com/</a>)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rovigo merita di meglio</title>
		<link>http://www.grazianoazzalin.it/2012/02/07/rovigo-merita-di-meglio/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 23:52:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Azzalin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo quello che ho letto sui giornali locali non posso esimermi da rispondere a quanto detto dal consigliere qualunque Bruno Piva e da alcuni componenti della sua Giunta. Una Giunta sempre più divisa e incapace di dare risposte ai cittadini riesce a offrire un momento di apparente unità solo nell’attaccare il Pd e il sottoscritto. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo quello che ho letto sui giornali locali non posso esimermi da rispondere a quanto detto dal consigliere qualunque Bruno Piva e da alcuni componenti della sua Giunta. Una Giunta sempre più divisa e incapace di dare risposte ai cittadini riesce a offrire un momento di apparente unità solo nell’attaccare il Pd e il sottoscritto. Peccato che si tratti di affermazioni prive di senso che dimostrano solo il basso livello, sia politico che amministrativo, di chi le ha pronunciate, che forse ignora che la diffamazione, quella sì, è penalmente rilevante.</p>
<p>L’incapacità di governare la città è palesemente sotto gli occhi di tutti. Che oggi, dopo cinque anni di opposizione, passati a pontificare e attaccare senza avere una minima idea di come si amministra, certi personaggi si trovino in grandissima difficoltà e non abbiano la minima idea di cosa fare e di come farlo, non può certo essere consolante per i cittadini di Rovigo, che giorno dopo giorno si rendono conto di essere stati presi in giro. E così, dopo tante chiacchiere e promesse elettorali, quando si tratta di governare i problemi, perché i problemi ci sono e c’erano, come da parte nostra nessuno ha mai nascosto, e perché governare si fa con i fatti e non con le parole, emerge tutta la loro inadeguatezza. E tutto con una maggioranza in consiglio comunale ormai assente, fra divisioni e degradanti ripicche. Si pensi che in questi mesi è già stato compiuto un rimpasto e ora, per restare in carica, a Piva non resta che compierne un altro, con valzer di poltrone assolutamente indecorosi e esempio tangibile della più totale mancanza di un progetto politico e di coesione. Dilettanti allo sbaraglio, si potrebbe dire, solo che invece di far ridere, tutto questo rattrista parecchio in quanto ad andare in rovina è Rovigo</p>
<p>Da quando la Giunta del “sindaco sotto tutela” Piva è in carica, non hanno fatto altro che errori marchiani senza aver in mente uno straccio di idea della città. In tutti questi mesi le uniche decisioni prese sono state disastrose. Si pensi alla riapertura di Corso del Popolo, portata avanti quasi in segreto, contro il bene stesso del centro storico, come evidenziato anche da studi tecnici, e contro la volontà della maggioranza assoluta della città , all’accantonamento del progetto per un centro servizi al San Michele che è costato alla città 200mila euro provenienti dal Ministero dell’Interno, al taglio di servizi come l’Informagiovani e l’Informaimmigrati, alla spesa di 75mila euro per il primo stralcio dei lavori per “riammodernare l’ingresso di Palazzo Nodari”, che è un po’ come una famiglia che rifà la facciata della casa mentre sta crollando il tetto, al contributo regionale di 218.000 euro per la messa in sicurezza di viale Tre Martiri dall’incrocio con viale Oroboni a quello con la Tangenziale est che verrà perso in quanto nel bilancio qualcuno si è “dimenticato” di inserire il confinanziamento necessario per questa importante opera. Si pensi anche che tutte le opere pubbliche che si stanno realizzando al momento, sono tutte state finanziate e avviate dalla tanto biasimata Giunta Merchiori. Si pensi, infine, alla loro politica del verde a base di cemento e motoseghe.</p>
<p>L’attacco che mi viene mosso sul Parco Maddalena, quasi inorgoglisce, visto che mi si rimprovera di aver creato un nuovo giardino pubblico. La questione è tutta legata all’esproprio di una porzione: le procedure per completarne l’acquisizione mediante esproprio con i soldi già a bilancio sono state intralciate proprio da chi ora non sa risolvere la questione e pensa di utilizzare la vicenda in modo strumentale. Il risultato è che oggi Rovigo ha uno spazio verde in più, mentre domani, grazie alle scelte lungimiranti di chi avrebbe il compito di disegnare il futuro di Rovigo e non è in grado di uscire dalle chiacchiere da cortile, c’è il rischio che venga distrutto Parco Langer e che vengano levati altri alberi dalle strade. Senza entrare nel dettaglio di tutte le piante che si stanno tagliando, posso solo dire che preservare piante come quelle che si vogliono abbattere in via Fuà Fusinato dovrebbe essere una priorità per qualsiasi buon amministratore.</p>
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		<title>Sanità e ospedali, la Regione compirà delle scelte, l’unica garanzia è che nel Pssr venga riconosciuta la specificità del Polesine</title>
		<link>http://www.grazianoazzalin.it/2012/02/04/la-regione-compira-delle-scelte-lunica-garanzia-e-che-nel-pssr-venga-riconosciuta-la-specificita-del-polesine/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 15:26:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Azzalin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervento al convegno organizzato ad Adria dalla Cgil: “Ai cittadini non interessano le disquisizioni su confini e parametri, ma che il sistema sanitario sia in grado di offrire risposte. Per questo la nostra battaglia deve essere forte e trasversale, non di una parte ma di un territorio, le cui peculiarità demografiche e geografiche devono essere tenute in debita considerazione”.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Quale futuro per la sanità del Polesine?”. Su questo interrogativo si è incentrato il convegno organizzato ad Adria dalla Cgil Fp e Spi di Rovigo, al quale ha preso parte anche il consigliere regionale Graziano Azzalin. “Il futuro della sanità polesana passa da quello che sarà scritto nel Piano socio-sanitario che, è bene chiarirlo, fisserà dei parametri precisi. Attualmente in Veneto ci sono 42 ospedali, secondo la nuova riparamentrazione di un ospedale ogni 200mila abitanti, tenendo conto di qualche deroga, si potrà arrivare a un massimo di 35 presidi. Quindi, bene che vada dieci ospedali verranno tagliati. E la Regione dovrà compiere delle scelte.. Per questo, l’unica strada che può offrirci delle garanzie è che venga riconosciuta la specificità del Polesine”.</p>
<p>Per questo, secondo Azzalin “il tema del ridisegno delle Ulss è stato introdotto solo per spostare l’attenzione dai veri problemi. Che riguardano l’offerta, il rapporto pubblico-privato, una maggiore efficienza, ma soprattutto il nodo delle risorse. Il colpo di teatro delle nuove assunzioni a Trecenta, infatti, non deve illuderci. Le nuove assunzioni sono state ordinate senza che venga aumentato lo stanziamento a disposizione dell’Ulss 18, così che per trovare i soldi necessari dovranno essere fatti altri tagli”</p>
<p>“Ai cittadini – ha concluso il consigliere polesano – non interessano le disquisizioni su confini e parametri, ma che il sistema sanitario sia in grado di offrire risposte. Per questo la nostra battaglia deve essere forte e trasversale, non di una parte ma di un territorio le cui peculiarità demografiche e geografiche devono essere tenute in debita considerazione”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tagliare in modo irresponsabile la bonifica vuol dire aprire falle nella difesa idrogeologica</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 18:04:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Azzalin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Bonifica]]></category>
		<category><![CDATA[Opere pubbliche]]></category>
		<category><![CDATA[Pesca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[All’incontro in Camera di Commercio a Rovigo promosso da Coldiretti, Confagricoltura e Cia sono intervenuto sull’azzeramento del capitolo per le opere di contrasto alla subsidenza nel bilancio regionale 2012. Sul tema dei consorzi non cambio di una virgola la posizione che ho sempre tenuto. Vediamo se tutti saranno disposti a fare squadra nei fatti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un intervento condito da una proposta concreta quello del vicepresidente della commissione regionale Agricoltura e bonifica Graziano Azzalin all’incontro in Camera di Commercio a Rovigo promosso da Coldiretti, Confagricoltura e Cia sull’azzeramento del capitolo per le opere di contrasto alla subsidenza nel bilancio regionale 2012. “Sul tema dei consorzi di bonifica non cambio di una virgola la posizione che ho sempre tenuto: i tagli fatti in modo irresponsabile e demagogico mettono a rischio la sicurezza idrogeologica del territorio. Un aspetto tanto più delicato se si guarda alla realtà del Polesine. Sono pronto a battermi nuovamente in consiglio come è accaduto l’anno scorso perché nel bilancio si tenga conto di questo. Presenterò un emendamento apposito che misurerà la volontà reale e concreta degli esponenti della maggioranza di fare squadra con i fatti e non a parole”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Azzalin ha poi sottolineato che “la subsidenza è stata assunta come tema rilevante dalla Regione anche in occasione dell’approvazione della proposta di legge per fermare le trivellazioni, sarebbe incoerente che questa caratteristica geomorfologica non venisse considerata anche dal punto di vista della bonifica. Ma bisogna mettere ordine e non tamponare di volta in volta le falle prodotte da chi governa a Venezia, visti i costi che questa terra deve sostenere. Gli esponenti della maggioranza e l’assessore Coppola in particolare, visto il ruolo che ricopre, se vogliono essere coerenti con quanto detto circa la necessità di riaffermare la peculiarità del Polesine rispetto a questo problema, non potranno far altro che sottoscrivere l’emendamento al bilancio che mi impegno già da ora a presentare, affinché questo diventi una priorità della Regione”.</p>
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		<title>“Consorzi di bonifica, ci vogliono coraggio e responsabilità per rendere più sobrio ed efficiente un servizio imprescindibile per il territorio”</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 14:41:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Azzalin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[Bonifica]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Azzalin all’assemblea provinciale di Confagricoltura Rovigo: “Per quanto riguarda l’Imu sui fabbricati agricoli, il Veneto ha saputo indicare una strada per trovare una soluzione” ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Il consiglio regionale veneto ha saputo indicare una strada per la risoluzione del più urgente dei problemi sul tappeto, quello dell’Imu sui fabbricati agricoli, facendo sì che l’ordine del giorno, elaborato d’intesa con Anci e associazioni di categoria, con il quale si impegnano il Governo e il Parlamento a mitigare l’impatto della nuova tassazione venisse approvato all’unanimità dalla Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali. Ma un altro tema va affrontato con rapidità, quello che riguarda i consorzi di bonifica”. Il vicepresidente della commissione regionale Agricoltura è intervenuto oggi all’assemblea annuale di Confagricoltura Rovigo, uscendo dal gioco delle frasi di circostanza per avviare un dialogo costruttivo sulla revisione della Legge n. 12 dell’8 maggio 2009.</p>
<p>“Come già ho avuto modo di sottolineare un anno fa – ha spiegato Azzalin – la situazione che si è venuta a creare è tale da far aumentare esponenzialmente gli oneri per i consorziati, che ricadono principalmente sul settore agricolo per un’attività che non è tuttavia funzionale solo all’agricoltura. Si rischia la paralisi delle attività di bonifica. Qui in Polesine conosciamo il valore di questo lavoro che deve essere attento e costante, ma non possiamo chiudere gli occhi di fronte al problema che si è venuto a creare. Che è sì economico, visto l’ulteriore taglio di circa tre milioni di euro, ma anche di rappresentanza. Solo ridisegnando radicalmente il ruolo dei consorzi nel quadro generale di riassetto istituzionale che si creerà anche con la cancellazione delle province si può uscire dal vicolo cieco nel quale siamo ormai entrati. Sono da rivedere il rapporto con il settore idrico, i criteri di contribuzione e quelli di rappresentanza interna. Ci vogliono coraggio e responsabilità per rendere più sobrio ed efficiente un servizio imprescindibile per il territorio”.</p>
<p><a href="http://www.grazianoazzalin.it/2012/01/30/consorzi-di-bonifica-ci-vogliono-coraggio-e-responsabilita-per-rendere-piu-sobrio-ed-efficiente-un-servizio-imprescindibile-per-il-territorio/olympus-digital-camera-10/" rel="attachment wp-att-3645"><br />
</a>Nel corso dell’assemblea, la prima del nuovo presidente provinciale Lorenzo Nicoli, nel corso della quale hanno portato i loro saluti il vescovo Lucio Soravito, la presidente della Provincia Tiziana Virgili e il presidente della Camera di commercio Lorenzo Belloni, non sono mancate le sottolineature critiche alla gestione politica del settore agricolo nazionale negli ultimi anni. E se Denis Pantini di Nomisma ha effettuato un’analisi delle luci e delle ombre della situazione attuale del sistema agroalimentare, sottolineando le peculiarità positive del Polesine, e il Dirigente regionale della Direzione Agroambiente e Servizi per l’Agricoltura Riccardo De Gobbi ha sottolineato i mutamenti del quadro congiunturale e normativo, il neopresidente nazionale di Confagricoltura Mario Guidi ha mandato segnali chiari: “Il nuovo clima permette di scuotere il sistema italiano e di affrontare i tanti nodi irrisolti per l’incapacità di chi ci ha governato di elaborare una strategia agricola che guardasse avanti e considerasse l’agricoltura come un settore economico. Ora il vento e cambiato e, fermo restando che l’Imu sui fabbricati agricoli è un errore che non siamo disposti a pagare, per l’Italia si può aprire una fase nuova”.</p>
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		<title>Sul futuro dell&#8217;ospedale San Luca di Trecenta, risposte superficiali e con troppe contraddizioni per essere rassicuranti</title>
		<link>http://www.grazianoazzalin.it/2012/01/28/sul-futuro-dellospedale-san-luca-di-trecenta-risposte-superficiali-e-con-troppe-contraddizioni-per-essere-rassicuranti/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 16:27:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Azzalin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Opere pubbliche]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Rinviare la soluzione dei problemi per un calcolo semplicistico di voti e nel frattempo cercare di ingannare i cittadini con trucchi mal riusciti, non affrontando una seria programmazione è proprio la malattia della sanità veneta. Quello che è emerso con chiarezza dal vertice in Prefettura a Rovigo è che il rimpallo di responsabilità non offre una soluzione a problemi che esistono e sono reali. Come reale è il Piano socio sanitario elaborato dalla Giunta, che fissa criteri e paletti precisi, ma che ieri il segretario regionale alla Sanità Mantoan e l’assessore Coletto hanno fatto finta che non esistesse. Il problema è che la maggioranza che dovrebbe guidare il Veneto annaspa fra l’incapacità nel compiere scelte non più rinviabili e fra divisioni sempre più gravi non solo fra i partiti, ma anche nei partiti. La promessa di nuove assunzioni accompagnata alla sottolineatura che bisognerà comunque tagliare perché nell’Ulss 18 i costi sono esageratamente alti e per forza qualcosa dovrà cambiare è una contraddizione palese che dimostra come chi giuda la sanità veneta si sta sottraendo alle proprie responsabilità negando le reali intenzioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Sul futuro del San Luca, risposte superficiali e con troppe contraddizioni per essere rassicuranti”. Il consigliere regionale del Pd Graziano Azzalin mostra tutto il proprio scetticismo all’indomani del vertice in Prefettura a Rovigo per cercare di fare il punto sulla situazione della sanità polesana. “Purtroppo – sottolinea Azzalin – quello che è emerso con chiarezza è che il rimpallo di responsabilità non offre una soluzione a problemi che esistono e sono reali. Come reale è il Piano socio sanitario elaborato dalla Giunta, che fissa criteri e paletti precisi, ma che ieri il segretario regionale alla Sanità Mantoan e l’assessore Coletto hanno fatto finta che non esistesse. Il problema è che la maggioranza che dovrebbe guidare il Veneto annaspa fra l’incapacità nel compiere scelte non più rinviabili e fra divisioni sempre più gravi non solo fra i partiti, ma anche nei partiti”.</p>
<p>Secondo l’esponente del Pd, infatti, “è la prossima tornata elettorale il vero problema che impedisce una riflessione seria e proiettata al futuro sulla sanità veneta e polesana. E così si gioca sui tempi, facendo slittare l’approvazione del Piano che, ripeto, dice cose chiare e inequivocabili, e pronunciando rassicurazioni a parole, che non sono certo una garanzia. Sconfessare l’operato del direttore generale Marcolongo e additarlo come unico colpevole della situazione è fin troppo facile e sembra il copione mal scritto di una commedia tragicomica, visto che Marcolongo esegue proprio quanto gli vene imposto dalla Regione. La promessa di nuove assunzioni accompagnata alla sottolineatura che bisognerà comunque tagliare perché nell’Ulss 18 i costi sono esageratamente alti e per forza qualcosa dovrà cambiare è una contraddizione palese che dimostra come chi giuda la sanità veneta si sta sottraendo alle proprie responsabilità negando le reali intenzioni. Non si può dire che non ci sono soldi e contemporaneamente dire che si può spendere ancora sul San Luca senza che questo rappresenti un investimento”.</p>
<p>L’affondo di Azzalin non si ferma qui: “Rinviare la soluzione dei problemi per un calcolo semplicistico di voti e nel frattempo cercare di ingannare i cittadini con trucchi mal riusciti, non affrontando una seria programmazione è proprio la malattia della sanità veneta. E’ il male che ha permesso il crearsi di squilibri che, proprio come si legge nelle premesse del Piano socio sanitario, devono assolutamente essere corretti. Squilibri fra domanda e offerta, squilibri fra aree territoriali, squilibri fra pubblico e privato. Questo lo dice la Giunta e, purtroppo, corrisponde a verità. E’ sotto gli occhi di tutti e scritto anche da più parti. E i cittadini che anche ieri protestavano davanti alla prefettura non possono essere considerati come un bambino al quale, per non farlo piangere, si racconta che non è malato e che non deve prendere la medicina, sapendo che così la malattia si aggraverà e che, domani, invece di una pasticca dovrà farsi le punture”.</p>
<p>Il consigliere del Pd conclude sottolineando “la presenza sul tappeto di problemi che si cercano di nascondere sotto il tappeto stesso: per garantire il futuro del San Luca servono i numeri della domanda e per questo bisogna fare in modo che abbia una funzione all’interno dell’intero ragionamento sull’offerta sanitaria veneta. Il sistema così com’è non è sostenibile secondo quanto riportato dal Piano socio sanitario ed è un problema dell’intero Veneto e non certo solo di Trecenta o Rovigo, anche se le specificità territoriali e demografiche del Polesine come quelle della montagna dovranno essere riconosciute e tutelate. Si pensi però al caso di Verona, dove l’offerta è esageratamente superiore alla domanda. Il fatto è che anche lì si terranno le elezioni e, quindi, nulla verrà toccato fino a dopo il voto. Questo però non è un comportamento intellettualmente onesto, né lungimirante”.</p>
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