Sanità


Anche nella sanità la Regione ha dimostrato che ci sono figli e figliastri e il Polesine rientra in quest’ultima categoria.


Una riforma è necessaria, ma il carrozzone accentratore delineato da Zaia non è certo la soluzione migliore. Una sorta di omologo di Veneto Strade riproposto per la Sanità, al quale verrebbero affidati tutti i poteri di gestione del budget da 8,5 miliardi. Come Pd abbiamo una proposta che mira ad un modello simile a quello emiliano-romagnolo: un’agenzia che si occupi a livello veneto degli appalti per tutte le Ulss e della definizione e del il monitoraggio della spesa e dei costi standard. Ma senza esautorare le altre componenti del sistema. Il pasticcio proposto dalla Giunta è stato anche la sua prima sconfitta significativa.


Un momento aperto al confronto su un tema delicato, sul quale è necessario un continuo approfondimento per non farsi trovare impreparati e per difendere i servizi sul territorio. La Sanità è il fulcro dell’azione amministrativa della Regione e spesso le decisioni vengono calate dall’alto senza il necessario confronto con le realtà locali. L’incontro di sabato si prefigge proprio lo scopo di fare il punto sulla situazione e su quanto potrebbe cambiare nei prossimi mesi.


I consiglieri Pd: “Le linee guida approvate dalla giunta Zaia affossano la legge approvata all’unanimità in aula: dopo gli spot uno schiaffo a consiglio, medici e pazienti. Coletto dia spiegazioni”


Sicurezza alimentare, tanta carne al fuoco nel convegno organizzato a Rovigo da Iniziativa Riformista con i professori Stefano Masini, Paolo Borghi, Sebastiano Rizzioli, Luigi Costato ed il vicepresidente della commissione regionale Agricoltura Graziano Azzalin


I consiglieri democratici verso il presidente: “Inadempienze e mancanza di controlli a fronte dei finanziamenti erogati alla struttura privata. Perché non si occupa anche di questo oltre agli scippi ed ai furti di salami visto che parliamo di quasi due milioni di euro?”


L’incontro, organizzato dall’associazione Iniziativa Progressista per giovedì 12 febbraio si terrà a partire dalle 18


Nel mio intervento al convegno della Cgil “Ospedale hub e territorio: realtà o miraggio”, ho fatto notare come il presidente della Regionenon faccia seguire i fatti alle sue parole come sulla riduzione delle Ulss e sull’ospedale di Trecenta ma il vero buco nero della sanità sono i project financing


Ogni possibile ragionamento sul futuro degli Istituti Polesani di Ficarolo non può prescindere dal fatto che al centro di tutto vi debba sempre essere la garanzia della sicurezza dei pazienti, che sono soggetti deboli da tutelare in ogni modo. Quello che è emerso nel corso di questa lunghissima seduta della V commissione consiliare è che il soggetto gestore della struttura, un privato al quale la Regione sta dando una cifra di circa 11 milioni di euro, non è in grado di offrire questa garanzia: questo è inaccettabile


Già tempo fa avevamo adombrato l’ipotesi che il sottodimensionamento di Rovigo fosse propedeutico alla crescita dell’ospedale di Schiavonia, a Monselice, un ospedale costruito con un project financing. Per l’appunto, le specialità stralciate all’ospedale di Rovigo sono proprio quelle che, invece, avrà il nuovo ospedale.