Il nuovo gruppo consiliare è una grossa e costosa presa in giro: Zaia adesso decide anche chi deve stare all’opposizione

Inserito il 28 maggio 2017 in Blog


L’inizio della discussione sul consumo di suolo ha fatto passare sotto silenzio il passaggio di Fabiano Barbisan tra le fila dell'opposizione.

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L’inizio della discussione sul consumo di suolo ha fatto passare sotto silenzio un episodio gravissimo, con il passaggio di Fabiano Barbisan consigliere leghista e fedelissimo del secessionista Zaia, tra le fila dell’opposizione. Una rottura improvvisa che avrebbe del clamoroso se fosse vera. Invece è tutta una finzione, una colossale presa in giro. Come afferma lo stesso esponente della Lista Zaia, infatti, è stato lo stesso governatore a chiedergli di allargare le fila della minoranza. “Dopo vent’anni di obiettivi mancati, la Lega deve trovare altre strade. Salvini ha deciso: ‘Prima gli italiani’. Zaia mi ha detto: ‘Fabiano tocca a te’. E io obbedisco”.

Qua siamo di fronte a un presidente-sultano che vuole recitare tutte le parti in commedia, governare e decidere chi e come debba fare opposizione, in parte anche per demerito del Partito Democratico che gli ha lasciato troppo spazio. Non possiamo stare zitti, come se fosse normale questa riorganizzazione dei gruppi consiliari sotto dettatura che avrà pure ripercussioni economiche. Barbisan infatti va ad unirsi ai due consiglieri (ex) tosiani che altrimenti non avrebbero potuto formare quel nuovo gruppo che si definisce di “opposizione responsabile”, ma accontentarsi dipassare al Misto (senza però l’indennità di funzione, rispettivamente di 2.400 e 2.100 euro lordi per il presidente e vicepresidente, perché entrambe le caselle sono già occupate). Ecco allora il “soccorso verde”, che permetterà la costituzione di un gruppo autonomo con ulteriori fondi e personale a disposizione. Beneficeranno di un plafond di 186mila euro, sottratti agli altri gruppi, visto che il totale delle spese per il personale è fissato per legge e ammonta a due milioni e 603mila euro. Un regolamento assurdo, che va assolutamente cambiato. E infatti da questa settimana inizierà in Prima commissione la discussione sul Pdl di cui sono primo firmatario per una distribuzione più equa dei fondi, perché la politica si fa anche con le risorse economiche a disposizione.

Dobbiamo contrastare alla base della sua azione il secessionista Zaia che si riempie la bocca di ‘Roma ladrona’, ma poi indice una inutile consultazione referendaria utilizzata per fare una campagna elettorale permanente a spese dei veneti e ‘benedice’ leggi bandiera come quella sulla riduzione del consumo di suolo dove in realtà tutto viene ammesso. È questa la sua buona politica?




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