Fondazione Cultura, gravi le dimissioni del presidente Beltotto e l’immobilismo della Giunta Bergamin

Inserito il 14 giugno 2017 in Blog


Amministrare non significa gestire l’esistente, ma avere dei progetti a cui dare gambe.

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Amministrare non significa gestire l’esistente, ma avere dei progetti a cui dare gambe. Però da una Giunta che da tempo si avvita su dove spostare il mercato settimanale, uno dei pochi eventi capaci di attrarre persone in centro, cosa potevamo aspettarci sul versante delle politiche culturali, dove, per dare una prospettiva, ci vogliono delle idee e non dei semplici slogan?

Le dimissioni di Beltotto non sono da prendere alla leggera: era uno dei principali collaboratori di Zaia, ma, soprattutto, responsabile della comunicazione e direttore marketing della Fenice. Una volta che la Regione mostra attenzione e disponibilità nei confronti del Polesine e in particolare per la città di Rovigo, in un settore che potrebbe essere trainante per dare lustro al territorio, tutto naufraga e senza la minima trasparenza…
Non sono mai state rese evidenti, infatti, quali fossero le convenienze dell’intera operazione anche sul versante occupazionale. In tutto questo tempo non è mai stato presentato uno studio di fattibilità che mostrasse la sostenibilità del progetto nel suo complesso.

Certo i problemi sollevati da Beltotto non sono di poco conto, anche perché stiamo parlando delle prospettive delle più importanti istituzioni culturali del Comune, Museo dei Grandi Fiumi e Teatro Sociale. L’ormai ex presidente definisce la Fondazione una ‘scatola vuota’ edevidenzia le resistenze burocratiche da parte di ‘mandarini’, senza però specificare oltre. La situazione da lui denunciata mette in risalto la divergenza di vedute con l’amministrazione comunale e cozza con le dichiarazioni ottimistiche dell’assessore alla Cultura Donzelli, certo che entro fine maggio sarebbe tutto partito regolarmente. In tutto questo caos, che coinvolge anche i lavoratori da trasferire dal Comune al nuovo soggetto i proclami del sindaco Bergamin sulla candidatura di Rovigo a capitale della cultura italiana per il 2021 suonano decisamente stonati.
E stonato è anche il silenzio dell’assessore o alla Cultura, leghista e polesano. Forse qualche consiglio avrebbe potuto darlo all’amico Bergamin, invece di limitarsi ad applaudirlo quando fa lo sceriffo contro i migranti…




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