“Eludendo i veri nodi, che sono quelli delle risorse e del ruolo dei consorzi di bonifica non solo si cerca di nascondere le falle di una legge che continua a mostrate tutti i propri limiti, ma si prendono anche in giro i cittadini, dal momento che il risultato finale sarà che dovranno pagare nuovi balzelli, a causa proprio delle ‘non scelte’ proprio di chi si è fatto bello parlando di abolizione di tasse e gabelle”. Il vicepresidente della commissione Agricoltura Graziano Azzalin è intervenuto con toni non certo accomodanti nel corso dell’incontro territoriale dell’Unione veneta bonifiche, organizzato a Mogliano Veneto per dibattere insieme sulle tematiche di estrema attualità che riguardano i consorzi di bonifica, alla presenza fra gli altri del presidente nazionale Anbi Massimo Gargano e dell’assessore all’Ambiente Maurizio Conte.
Azzalin ha evidenziato le questioni sul tappeto chiamando la Giunta ad assumersi la responsabilità di affrontarle: “Il rapporto con il settore idrico ed il problema del reperimento delle risorse e della contribuenza, le misure previste nella finanziaria regionale in discussione in questi giorni non possono essere lasciati scorrere. Anche perché, di fatto, si aggira la nuova legge di riordino dei consorzi di bonifica, facendo sì che aumentino i canoni e si torni a far pagare anche chi era stato esentato. In questo modo i problemi non solo non vengono risolti, ma addirittura aggravati”.
“Se da un lato va rimarcato il ruolo che i consorzi svolgono per quanto riguarda la tutela idrogeologica del territorio e non solo per l’agricoltura – ha concluso Azzalin – non va nascosto che l’attualità delle loro funzioni non fa riscontro ad una gestione moderna e partecipata. Nel quadro di generale riordino che seguirà al riassetto istituzionale dopo la scomparsa delle Province andrà rivista anche l’organizzazione dei consorzi, anche dal punto di vista della rappresentanza interna. Il 31 gennaio in consiglio regionale si terrà la relazione sull’attività dei consorzi: questa non dovrà essere solo una presa d’atto di una situazione esistente, ma l’occasione per una verifica del primo periodo di applicazione della nuova legge e prendere atto della necessità di una sua modifica”.













